Atletico Deep Club, batti un 5! - I AM CALCIO ITALIA

Atletico Deep Club, batti un 5!

L'Atletico Deep Club
L'Atletico Deep Club
VeronaAmatori

Molte volte è considerato uno sport minore, quasi secondario e marginale. Forse perché non ha grande visibilità, spesso trascurato e relegato ai margini. Oggi come oggi, invece, non è più così. Nato in Uruguay, dove è tradizionalmente conosciuto come fútbol de salón (e colloquialmente fútbol sala), il Calcio a 5 internazionalmente è conosciuto come futsal, portmanteau anglosassone che deriva dalla fusione difútbol ("calcio") e salón ("salone", inteso come struttura sportiva coperta). E anche la sua storia è molto intrigante e coinvolgente. Il Calcio a 5 è nato nel lontano 1933, quando un professore della ACM di Montevideo, Juan Carlos Ceriani Gravier, spinto dall'esigenza di far giocare a pallone i propri studenti in una piccola palestra o sui campi di basket ed hockey su pista all'aperto, ne ideò la formula. Il suo obiettivo era quello di ideare un gioco di squadra che potesse essere praticato sia all'aperto che in strutture coperte, sfruttando i già diffusi campi di pallacanestro, ma che ricordasse da vicino il calcio che in quegli anni godeva di una smisurata popolarità in Uruguay dopo che la nazionale aveva vinto i Mondiali del 1930 e le Olimpiadi del 1924 e del 1928. Da allora ha però assunto sempre più popolarità: in Italia infatti si disputa un regolare campionato italiano di calcio a 5 dal 1983, curato dalla Divisione Calcio a 5 della FIGC, tale torneo è diviso in tre serie nazionali (A, A2, B) due categorie regionali (C1 e C2) e una provinciale (Serie D).

Uno sport che ormai non è solamente praticato a livello professionistico, ma anche amatoriale, come nel CSI Verona, con un campionato tutto suo suddiviso in Premier League, Serie A1 e A2, e Serie B. E proprio in serie A1, nel girone 1, in testa alla classifica, spicca l’Atletico Deep Club, che ormai, vista la matematica certezza, può lasciarsi andare e festeggiare il salto nella massima serie del torneo.

Fondato nel 2011, l’Atletico Deep Club inizialmente era un semplice gruppo di amici che praticava il calcio a 5 nei tornei universitari, con ragazzi provenienti dal calcio a 11 ma anche dal calcio a 5 di serie D  o C2. Stanchi e annoiati di certe realtà, Aloisi Riccardo (Presidente), Contin Enricomaria (Direttore Generale), Dal Molin Andrea (Dirigente) e Rossini Edoardo (Allenatore) si sono guardati in faccia, e da lì decisero di iniziare a fare veramente sul serio. Nel Csi hanno dovuto iniziare dal “basso”, ma già al primo anno si sono fatti notare vincendo il campionato di serie B. Il secondo anno, in A2, non sono mancate le difficoltà, ma l’anno successivo, con un gruppo ben più affiatato e numeri da record, lo hanno vinto e vennero promossi così in A1. Presi dalle emozioni, e sulla scia dei successi, mantenendo sempre però la base solida della squadra arrivarono nuovi innesti per dare ancora più qualità alla squadra e tentare da subito il salto in Premier League. E la promozione è matematicamente arrivata.

Direttore Contin, come è nata la passione del calcio a 5?

“Io ad esempio ho giocato a calcio a 11 fino ai 20 anni, e piano piano con il tempo è scattata la passione per il calcio a 5. Mi ha fatto avvicinare la passione per questo sport, ma così è stato anche per gli altri ragazzi. E piano piano si è creato anche un bel gruppo, sul campo ma anche fuori dal campo di gioco”.       

Che differenze ci sono dal calcio a 11?

“Il calcio a 5 a mio avviso è molto più tattico, tecnico e più di squadra. Il gioco è nettamente anche più veloce rispetto al calcio a 11, ma, ripeto, la tattica e la tecnica dal mio punto di vista sono ben superiori”.

Voi ad esempio come giocate? Quale è la vostra tattica?

“Noi giochiamo con un pressing alto sull’avversario, difendiamo a rombo, e cerchiamo di mantenere sempre un ritmo di gioco alto per tutta la gara. Questa è lo nostra filosofia sostanziale. Sotto a tutto poi c’è anche tanto studio, osservando anche realtà ben più grandi se non professionistiche. E’ tuttavia un gioco che stiamo portando avanti negli anni, e con il passare del tempo si raffina e migliora sempre di più”.

In questi anni avete trovato anche delle difficoltà?

“Sinceramente mai avuto difficoltà, l’importante è sapersi organizzare bene. Sul campo si lavora, come detto anche in precedenza è uno stile di gioco che portiamo avanti da ormai da qualche anno, vi è poi una forte coesione tra tutta la squadra e l'aspetto organizzativo che noi cerchiamo di curare in ogni dettaglio, e a nostro avviso ciò rappresenta un elemento importante che ci ha permesso di ottenere questi risultati”.

Avete vinto matematicamente il campionato di serie A1 e approdate così in Premier League. Cosa vi ha permesso di ottenere questo successo?

“Senza dubbio il lavoro e gli sforzi che mettiamo in campo. La tattica applicata fa la sua parte, così come il gioco di squadra. Il singolo nel calcio a 5 non fa la differenza come ad esempio può fare nel calcio a 11. Questo ci ha permesso di essere lì in alto ed avere un buon margine sugli avversari. Così come nella coppa, la CSI FA Cup, dove ti confronti anche con squadre più forti e di livello superiore”.

La squadra da quanti membri è composta?

“Siamo una quindicina di ragazzi, con un’età media intorno ai 25 anni. Tutti validi ragazzi, dentro e fuori dal campo”.

Il campionato del Csi com’è? Si può paragonare a quello della Federazione?

“In Federazione il livello è più alto, così come l’intensità di gioco. Nel Csi comunque il livello delle squadre che vi partecipano è buono, ma alle volte trovi davanti anche squadre davvero ottime”.   

Ora con la matematica promozione potete lascarvi andare ai festeggiamenti…

“Ormai si, possiamo festeggiare anche perché sulla carta la promozione è in tasca e questo ci permetterà di salire in Premier League. Noi comunque non ci fermeremo qui, continueremo a lavorare, a studiare e migliorare la tattica. Questa è la nostra filosofia”.

Lorenzo Morandini