Yamga e Leris studenti al Liceo Galilei

Questa mattina al Liceo Statale Galileo Galilei di Verona, l’attaccante della Primavera del ChievoVerona Kevin Arthur Yamga e il centrocampista Mehdi Leris, passato nell’ultimo mese dagli Allievi Nazionali alla squadra allenata da Lorenzo D’Anna, hanno incontrato i ragazzi della 1^ E del Liceo Scientifico a indirizzo sportivo nella succursale di via Carlo Alberto.L’occasione è stata utile per confrontarsi circa la loro esperienza di calciatori e di studenti con ragazzi vicini alla loro età e che stanno affrontando l’impegno della scuola abbinato all’attività sportiva.
“Per la prima volta in Italia – come ci spiega Antonello Cancian, professore di discipline sportive del Liceo e organizzatore della mattinata insieme al Coordinatore Scouting Settore Giovanile gialloblù Cristiano Cantarelli – ogni provincia ha la possibilità di attivare all’interno degli Istituti l’indirizzo sportivo.Quest’ultimo è volto all’approfondimento delle scienze motorie e sportive senza trascurare l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali nonché dell’economia e del diritto. Guida lo studente a sviluppare le interazioni tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e sportiva e la cultura propria dello sport. Assicura la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie proprie di ogni disciplina.nel primo biennio gli studenti – continua il professor Cancian - dedicano nell’arco della settimana sei ore alle attività sportive di cui tre approfondite sugli sport di squadra e tre deidcate agli sport individuali. Nel secondo biennio le ore sono dedicate ad altri sport così come in quinta. Le restanti ore sono riservate alle scienze motorie e sportive che servono a conoscere i vari aspetti dello sport come il diritto e l’economia che si iniziano a studiare già dal secondo biennio”.
Ai due giovani giocatori sono state rivolte diverse domande circa la loro attività di calciatori ma allo stesso tempo l’incontro è stato un confronto utile per capire come viene gestito il tempo tra lo studio e le diverse discipline sportive che i ragazzi seguono.
E’ il caso, ad esempio, di Davide che gioca a tennis e ha iniziato a praticare questo sport all’età di sei anni. Si allena tutti i giorni e il suo segreto è quello di divertirsi adesso come quando ha iniziato. Giovanni invece pratica la pallanuto e si allena tutti i giorni in un’altra città. Non ama tanto la parte del nuoto durante le sedute, ma preferisce il momento dei tiri in porta e la palestra.In aula c’è anche un campione italiano, si tratta di Thomas e si è laureato Campione Italiano Cadetti di lancio del giavellotto. Non ha paura di dire che per lui l’allenamento deve portare alla vittoria perché durante tutto l’anno suda per prepararsi alle gare che si svolgono nella stagione estiva.Poi c’è Marco. Lui arriva da Cremona e si è trasferito a Verona da solo per seguire un sogno, quello di fare il giocoliere. Per questo motivo si è iscritto all’Accademia d’Arte Circense per diventare un professionista. Serve molta disciplina ed organizzazione per conciliare lo studio con gli allenamenti, ma la passione lo spinge ad impegnarsi a fondo in tutti i suoi impegni.
Quest’ultimo concetto è stato sottolineato anche dai due gialloblù che stanno percorrendo una strada cominciata da città e nazioni diverse per inseguire un sogno chiamato calcio senza dimenticare che prima di diventare calciatori l’obiettivo da non tralasciare mai è quello dello studio. Yamga è diplomato in ragioneria mentre Leris, più giovane, sta frequentando il Liceo scientifico.Uno studente chiede: “Avete mai avuto paura di lasciare casa vostra per venire qui?” ed entrambi i ragazzi hanno dato la stessa risposta senza doverci pensare troppo: “ Sicuramente la decisione di lasciare casa e trasferirsi in un altro paese senza parlare la lingua non è stata semplice, ma la passione per il calcio ci ha spinto a lasciare tutto per questo sogno e la passione ci spingerà a diventare un giorno, chi lo sa, professionisti. Poi il Chievo ci ha aiutati molto ad ambientarci e a trovare l’equilibrio tra campo e scuola lasciandoci comunque la libertà di scegliere come comportarci fuori dagli orari di allenamento e questo ci responsabilizza e ci aiuta a crescere”.
E questa passione spinge Marco, Davide, Giovanni, Thomas, Alessandra e tutti gli altri ragazzi della 1^E a praticare con dedizione e sacrificio lo sport e con la stessa voglia gli studi per crearsi il loro futuro.
fonte chievoverona.it
