Salza-Gesualdo: la replica di Giovanniello a Sarno

“Se il calcio deve essere questo preferisco starne fuori”.
Vorrei partire proprio da questa frase del presidente Sarno con il quale, in maniera serena e costruttiva, ci siamo ampiamente confrontati durante e dopo la partita in questione, nonché il giorno seguente, giungendo in maniera credevo pacifica e responsabilead una presa di coscienza comune volta all’unione e al senso civico, nonché all’esaltazione dell’unico vero motivo che ci vede entrambi coinvolti in questa avventura calcistica: un divertimento sano e pulito.
L’U.S. GESUALDO in particolar modo quest’anno, è una società calcistica impostata principalmentesull’associazionismo e l’aggregazione; ne fanno parte un numero sorprendente di giovanissimi del paese, tanti non ancora maggiorenni, oltre a ragazzi di colore che, con sacrificio e dedizione stanno dando origine a un gruppo solido e coeso, teso essenzialmente al divertimento oltre ogni risultato calcistico. Sono il primo a rimproverare qualsiasi gesto provocatorio o facinoroso e credo chiunque possa darmi atto di questo.
Rimango pertanto estremamente sorpreso dalle dichiarazioni del presidente del Salza Irpina che reputo infondate e gravemente diffamatorie, offensive e violente allo stesso tempo. Nessuna “caccia all’uomo” da parte nostra. Né all’andata né al ritorno. Giocammo in casa una partita correttissima perdendo 3-0 senza reagire, restando in silenzio e cercando le cause della sconfitta in casa nostra. Siamo andati a Salza senza nessuna pretesa sapendo di incontrare una ottima squadra che calcisticamente tale si è mostrata pur perdendo, sia per sfortuna sia per merito nostro. Una partita giocata su un campo inadeguato, scivoloso, dove è facile incappare in falli rischiosi privi di cattiveria premeditata.
E’ sinceramente sconcertante l’idea di ostentare sul web la foto del volto di un calciatore che, in seguito ad uno scontro in area avversaria, ha avuto la sfortuna di rimediare 5 punti di sutura all’ospedale. Evidentemente si vuole alimentare odio e rancore. Il nostro giovane attaccante, appena diciottenne e non più di 50 kg di peso, versandosi velocemente verso la porta avversaria non è riuscito, anche a causa del terreno difficile, a saltare immediatamente l’uomo. Ne siamo rimasti dispiaciuti tutti, di cuore, e lo siamo ancora adesso. Io stesso sono stato sul terreno di gioco fino all’ultimo per soccorrere il portiere avversario. In prima persona ho chiesto nel dopo partita e il giorno seguente quali fossero le condizioni di salute del calciatore. Il nostro dispiacere è indiscutibile, e far passare i miei ragazzi e la nostra società come i facinorosi di turno è avvilente e inappropriato. E’ come se il sottoscritto pubblicasse i video con le volgari ingiurie ricevute dal mio calciatore di colore o le minacciose pretese degli avversari in campo che avrebbero dovuto indurre ad unanostra consenziente sconfitta essendo, a detta loro, ogni eventuale risultato positivo a nostro favore inutile rispetto al valore di una eventuale vittoria del Salza, considerate le diverse posizioni di classifica. Invece, la nostra correttezza sportiva è stata tale anche in questo. Io non so cosa sia accaduto nella precedente partita tra Salza e CS Avellino. Quella di sabato contro noi è stata di certo una partita maschia, con tanti ammoniti di cui la maggior parte del Salza, condotta in maniera egregia da un arbitro che posso dire tra i migliori sino ad ora incontrati; una partita da cui ne è uscita vincitrice la squadra meno accreditata. Non per questo dobbiamo però essere calunniati! Mi spiace, e mi riferisco al “patron” Sarno, con il quale credevo di esserci intesi; con il quale si sarebbe potuto pubblicare la foto di una stretta di mano; quello sì che sarebbe stato un segnale positivo. A quanto pare invece, le notti non hanno portato buoni consigli al presidente, o qualcun altro ha mal suggerito di intraprendere questa strampalata iniziativa mediatica facendo passare una “immagine per testimonianza” ; cosa questa, a mio avviso, gravissima! Si è persa una partita di calcio, non una “guerra” per usare le parole del presidente.
Mi spiace davvero perché, quando ho visto i calciatori avversari correre in maniera minacciosa verso i nostri spogliatoi e quando sono stati improvvisamente aperti i cancelli degli spalti facendo venire in contatto la tifoseria con i giocatori tutti beh, io ho avuto davvero paura, per me ed i miei ragazzi. L’ira per la sconfitta stava prendendo il sopravvento e noi ci siamo ritrovati in una gabbia di leoni feriti nell’orgoglio; ma il presidente Sarno mi rassicurava dicendomi di stare tranquillo. Leggendo le sue attuali dichiarazioni, sinceramente, non mi sento tranquillo affatto, neanche ora! Concludo pertanto da dove ero partito: “Se il calcio deve essere questo è preferibile che alcuni ne stiano fuori”
IL PRESIDENTE U.S. GESUALDO 1927 O. Giovanniello
