La strana storia di Bertani, l'allenatore "cacciato"

Una storia che ha lasciato tutti increduli. A bocca aperta. Un fatto che ha veramente dell’incredibile, per non dire addirittura imbarazzante. E’ la vicenda di Diego Bertani, giovane ragazzo dalle passione sfrenata per il calcio, esonerato senza evidenti motivi (in questo caso ci sta bene anche il “cacciato”) poco tempo fa dagli Amatori Quinzano (Campionato Csi Verona Calcio a 11). Fino a questo punto può sembrare tutto normale. Quello che può lasciare sbalorditi è il fatto che si sta parlando di un campionato amatoriale. Cosa a che è ben lontana anni luce dal professionismo, ma che a questo punto cerca sempre più di imitarne le orme in lungo ed in largo.
Con un passato nel calcio dilettantistico, dopo 6 anni passati nei dilettanti tra Seregno Borgo Trento (vittoria del campionato di Terza Categoria) , due all’Avesa (con vittoria della Seconda Categoria e salvezza in Prima Categoria), e con otto anni sulle spalle passati a studiare da dirigente (con lezioni prese da vari mister tra cui Pegoraro e Gilioli su tutti) e da direttore sportivo (maestri come Caputo Antonio o Trimeloni Mattia) lo scorso anno gli era giunta la proposta di tornare a Quinzano dove la categoria non c’era più e quindi gli Amatori erano la prima squadra del paese, col ruolo di allenatore sotto la dirigenza del Presidente Righetti.
Il suo arrivo ha portato giocatori di categoria, creando, oltre ai già presenti, un gran gruppo e una gran squadra per ambire al successo e quindi al passaggio ai top. L’anno dopo (cioè questo in corso) era iniziato col “non stravolgiamo la squadra”: sono arrivati per cui tre giocatori importanti come Parisato dall’Avesa juniores , Sartorari dalla seconda categoria dal Fane e bomber Zambelli ex Quinzano categoria. Le carte in regola per far bene c’erano tutte: infatti in 4 partite, 4 vittorie. Ma nonostante tutto, un mese e mezzo fa, quarti a 6 punti dal Lazise e a meno 5 dai play out, a Diego Bertani gli è arrivato il “benservito”.
La sua è una storia strana, per non dire imbarazzante, ma anche nel calcio inferiore agli allenatori viene dato il benservito. Credo che il suo sia il primo ed unico caso al mondo…
“Guardi subito non ci credevo quando mi è stato detto, perché non lo meritavo per quello che ho fatto e dato per questa società, ma purtroppo le riconoscenze nel calcio non esistono”.
Cosa è successo? Ci può spiegare meglio nel dettaglio?
“Sinceramente subito non ho capito il motivo della decisione, perché mi era stato offerto di rimanere in società, ma se mi offri un nuovo ruolo vuol dire che saresti pronto a riprendermi nel caso le cose andassero male. Mi dissero che il problema erano gli allenamenti troppo molli”.
E non si parla di risultati perchè con lei in panchina comunque il Quinzano andava bene. Come se la spiega?
“Esatto, credo che i risultati non siano stati il problema principale, anche perchè un primo posto l’anno prima e un quarto da neo promossi l’anno successivo avrei sfidato chiunque a dire il contrario. Anche perché l’obbiettivo iniziale era la salvezza, quindi 4 posto a 5 punti dai play out è buono”.
I suoi ragazzi come l'hanno presa? Cosa dicono? Li ha più sentiti?
“La maggior parte dei ragazzi la presa male, molto male, però ormai la scelta era fatta e quindi non sono riusciti a far cambiare idea alla società. Comunque i ragazzi li sento ancora perché è rimasto un rapporto che va oltre il calcio, quindi devo veramente ringraziarli per questo anno e mezzo passato assieme da vincenti”.
Della società non ha più sentito nessuno? Come sono rimasti i vostri rapporti?
“Della società, dopo la mia decisione di non rimanere con un altro ruolo, non ho più sentito nessuno e anche prima non si erano fatti sentire. Questo fa ancora più male della decisione che hanno preso, però io con loro non ho niente, quindi auguro loro un fine campionato e un futuro ricco di vittorie”.
Il suo futuro ora quale è? Ha intenzione di allenare ancora?
“Guardi mi sono arrivate varie proposte da società di calcio dilettantistico che ringrazio di cuore, soprattutto la società e il presidente Ferrari del Ponte Crencano e il capitano del Parona Daniele Begnoni per la proposta di portarmi da loro, ma ho deciso di aspettare e infatti mi è arrivata una proposta che mi alletta molto. Quindi appena decido sarete i primi a saperlo ma per ora top secret. Ora come ora sono propenso a intraprendere la strada da direttore sportivo. Se non dovesse andar bene tornerò in panchina”.
Un messaggio per il Quinzano.. Cosa vuole dire ai suoi ex ragazzi?
“Ai miei ex ragazzi dico di non mollare, di andare avanti sempre e comunque perché sarebbe un peccato buttar via un anno e mezzo di sacrificio e vittorie. Al Quinzano dico che a volte bisogna decidere insieme certe decisioni e che comunque hanno le carte per fare bene”.
Infine secondo lei chi vincerà il campionato del Csi? Le favorite quali sono?
“Per la vittoria finale vedo favorito il Lazise di bomber e amico Pinamonte, anche se non sottovaluterei il Valtramigna, squadra quadrata e sorniona. Occhio anche all’Azzurro 82 perché quando hai Brentegani dalla tua parte puoi vincere sempre in qualsiasi momento. Per la parte bassa vedo una gran lotta, di spacciate non ce ne sono, tutte se la giocano fino alla fine. Spero vivamente che Quinzano e Parona si salvino il prima possibile”.
