Quattro chiacchiere con Francesco "Ciccio" Evola - I AM CALCIO ITALIA

Quattro chiacchiere con Francesco "Ciccio" Evola

Francesco "Ciccio" Evola
Francesco
NovaraEccellenza Girone A

Incontriamo Francesco Evola poco prima dell'allenamento con la sua nuova squadra, l'Osmon Suno. Il centrocampista, 4 anni e mezzo passati col Novara Calcio ed un passato anche con le maglie di Borgomanero e Borgosesia, si presenta sorridente al nostro taccuino.

- Eccoci qui, "Ciccio". Dopo Borgomanero e Novara, torni a giocare nella nostra provincia. Si chiude un cerchio o pensi che in futuro potrai ancora girovagare per lo stivale?

No, per il momento girare non è una priorità. Anzi, devo dire che non vedevo l'ora di tornare, è stato alla fine come un ritorno a casa. Poi qui ci sono obiettivi precisi e hanno pesato nella scelta.

- Nella tua ormai già lunga carriera, non hai mai militato in Eccellenza. Cosa pensi di poter dare in più ai bianconeri? conoscevi già qualche giocatore della compagine sunese?

Della squadra conoscevo già Ricky Poi. Posso dare sicuramente quello che mi è stato insegnato: la voglia di lavorare, la professionalità, il mettersi a disposizione e dare tutto. Ma permettimi, non si tratta solo di dare. Sono qui anche per ricevere, perché questo è un tipo di campionato in cui se non ti cali da subito nella parte, nel clima, rischi di fare anche brutte figure. Sono pronto ad aiutare ed essere aiutato.

- Noi di Novara IamCalcio seguiamo tutte le realtà di Novara e VCO, azzurri in primis. Che ricordi hai della pluriennale esperienza al Novara Calcio?

Eh, cosa ti posso dire: il primo amore non si scorda mai! Vado spesso al Piola anche se per Novara-Empoli non ci sarò perché sarò impegnato con la Osmon. Ho ricordi bellissimi, dalla Berretti all'esordio in prima squadra. Novara è nel mio cuore, vivo lì e nel mio futuro ci voglio rimanere. Non dimenticherò mai il pubblico.. il calore che sapeva darmi e l'affetto, ricambiato, che provava per me.

- Qual è il compagno più forte con cui hai giocato e chi invece in carriera poteva a tuo modo di vedere fare di più?

A livello di qualità, Marco Rigoni. Un grande giocatore. Però voglio citare Brizzi e Gallo, che mi hanno insegnato a stare in campo, a muovermi nella mediana. Brizzi lo sento ancora ora, nelle sue mani ero praticamente una marionetta: lui tirava i fili e io mi muovevo! Un'esperienza importante per me esser stato al loro fianco. Venendo all'altro punto, secondo me Bertani è uno che è arrivato in B e in Lega Pro troppo tardi per le sue qualità. E mi spiace che Fontana abbia giocato così poco, facendo molto spesso il secondo, anche se ha militato in A e in B. Considerando come si allenava, penso che sarebbe stato possibile vederlo titolare un po' più spesso in carriera.

- Ogni anno in azzurro partivi in seconda fila, mai considerato in estate un uomo importante della rosa. Poi però cominciava il campionato e scalavi posizioni, riuscendo sempre a collezionare parecchi gettoni. Merito della tua tenacia?

Sì, in effetti sono sempre partito in sordina. Ero giovane, senza esperienza, venivo dal settore giovanile e poi dalle serie minori. Non c'era ancora la ventata pro giovani che si vede ora nel mondo del calcio e così mi trovavo un po' da parte ma poi col lavoro, l'umiltà, la serietà riuscivo a farmi valere e mostrare le mie qualità.

- Quale gara ricordi con più piacere?

L'esordio e quando abbiamo disputato l'ultima gara di Lega Pro che ci ha consegnato la promozione in serie B, un sogno per noi giocatori e per la città dopo 33 anni. Novara tornava nel grande calcio, e io ho potuto festeggiare una promozione dal sapore unico.

- Non sei riuscito a segnare in campionato, ma ricordiamo un grande gol a Cesena...

Sì è vero, in Coppa Italia. Non sono nemmeno riuscito ad averlo in qualche filmato quel gol. Anche in quella gara sono partito dalla panchina, poi sono entrato e ho segnato e la squadra ha portato a casa un bel 3-1.

- Torniamo ai bianconeri: sei informato sul campionato della Osmon Suno? Cosa ti ha chiesto la società, quali sono gli obiettivi?

La società ci ha chiesto di andare il più avanti possibile in Coppa Italia, mentre per quanto riguarda il campionato siamo ben lontani dalla battistrada ma siamo in zona play-off e dobbiamo rimanerci.

- Milazzo e Folgore Caratese: cosa non ha funzionato nell'ultimo anno e mezzo?

Per quanto riguarda il Milazzo, la società era pessima. Non voglio entrare nel dettaglio, ma la situazione era disastrosa. Con la Folgore invece abbiamo deciso di prendere due strade diverse. Non ci sono state le condizioni ideali per esprimermi al meglio. Volto pagina e sono pronto a fare del mio meglio per la nuova avventura.

- Chiudiamo con una dedica: a Borgo e a Novara hai lasciato il ricordo di un ottimo ragazzo, generoso e professionale. Vuoi mandare un saluto particolare ai tifosi rossoblù e a quelli azzurri?

A Borgo ho fatto due bei campionati (segnando anche parecchio, n.d.r.), è stato un biennio fantastico, con tante soddisfazioni. Li saluto con grande affetto, spero che un giorno ci rincontreremo. Ai tifosi azzurri che dire, un abbraccio caloroso. Ci vediamo in tribuna al Piola, dove spesso seguo le gare oggi in veste di tifoso. Sono uno di loro e sono con loro, sempre e comunque.

Stefano Calabrese