Scillese, contro tutto e tutti si è chiuso uno splendido 2014 - I AM CALCIO ITALIA

Scillese, contro tutto e tutti si è chiuso uno splendido 2014

Una squadra nata per vincere e convincere. Questo il ruolino di marcia della Scillese, che in passato ha portato in alto il vessillo calcistico della città. Era il lontano 2006 quando dalla Serie D sprofondò purtroppo nel baratro dell'anonimato delle più infime categorie dilettantistiche, non certo in linea con il suo blasone. Problemi societari, difficoltà economico-finanziarie, la retrocessione, la mancata iscrizione al campionato di Eccellenza, il tracollo dalla Promozione alla Prima Categoria sino a scomparire dopo il 2008. Di lì in poi l'iniziativa è passata nelle mani di alcune associazioni ludiche locali che, con l'ausilio del Comune, non raffiguravano di certo i vecchi colori biancoazzurri. Nella città dei megari si è sempre respirata aria di grande calcio, ha dato i natali ad elementi di spicco ed indimenticati come Luciano Cardillo, per molti croce e delizia di un movimento che ha visto anche emergere la figura di Rocco Macrì, molto vicino alla società nel periodo in cui la Scillese non navigava in buone acque tra lei e Cariddi. Dapprima presidente tuttofare nell' "età del buio", adesso attuale allenatore di una società che ha riscritto e riaperto i battenti, nel 2012, di una storia destinata a perdurare nel tempo, sotto la presidenza di Pasqualino Ciccone.

La Scillese, dopo un anno di apprendistato nell'ultima categoria del calcio provinciale, ha avuto il merito di redigere pagine importanti di un testo che ha ancora molto da dire. Si registra in tal senso il campionato stradominato e vinto lo scorso anno, sotto l'attenta guida tecnica di mister Rocco Macrì. La squadra ha potuto contare su un assetto tattico e un assoluto equilibrio, figlio delle dinamiche interne, ovvero gli allenamenti meticolosi, soltanto alcuni dei cardini del credo di Macrì, che dall'alto della sua esperienza, sa che per tenere unito un gruppo ci vogliono diversi elementi di condivisione. Una squadra è anche questo, in fondo: condivisione di ideali, non solo tecnici ma anche umani. Di settimana in settimana, la Scillese ha scavato il solco, facendo degli avversari la vittima domenicale, quasi una legge di natura la superiorità messa in atto dall'undici scelto dal mister di partita in partita, secondo ciò che si preparava in allenamento, da infortuni, squalifiche, disponibilità non solo fisica ma anche mentale. Esserci con la testa.

Se c'è una cosa che mister Rocco Macrì non ha mai messo da parte è il guardare i propri giocatori dalla testa al collo, evitando campanilismi di sorta, procedendo per meritocrazia e presenza di spirito. La fortuna della Scillese del 2014 è stata proprio avere un allenatore del calibro dell'ex calciatore della Reggina, fedele al proprio credo, ai propri principi e a quei valori che lo hanno accompagnato lungo tutto l'arco della sua carriera da calciatore, che lo hanno portato a rimanere a casa, quando più di una squadra si era fatta avanti per mettere le mani sul suo talento. Ma oltre al fattore tecnico, quello che rendeva speciale Macrì, era l'abnegazione e l'umiltà con le quali in un provino nel Lecce, fu scelto per la sua intelligenza tattica e il suo saper stare in campo, ancor prima che per la sua sagacia tecnica. In un'amichevole toccò pochi palloni, erano più le sovrapposizioni (giocava sulla fascia), che i fraseggi. A fine partita, il direttore sportivo lo consegnò alla Primavera, avendone notato gli aspetti di cui sopra e l'intelligenza calcistica di cui sembrava nutrito sin dalla pubertà. Tutte queste minuziose peculiarità è stato capace di trasmetterle in pieno alla squadra e ogni suo singolo giocatore le ha recepite e applicate sul campo. Il suo è un credo semplicissimo, fondato su un calcio pragmatico: il portiere è lì per evitare che la palla entri, i difensori che gli attaccanti possano rendersi pericolosi, i centrocampisti per impostare ed interdire l'azione, le punte per fare male alle retroguardie avversarie. Nessun fenomeno di sorta o esagerazione nella giocata. Questi gli ingredienti della vittoria della Scillese nel campionato 2013-14 di Terza Categoria, Girone H, ottenuta da un gruppo che sente e vive la maglia biancoazzurra come una seconda pelle.

A partire dal suo capitano, il portiere Tonino Polistena, un'istituzione del calcio scillese. Il numero uno del Bleu de Toi infonde sicurezza a una difesa che ha potuto contare sulla presenza e il tempismo di Massimo Macrì, in passato ex Gioiese, Rossanese, Villese, che è tornato a vestire i colori con cui è nato; sulla vigoria fisica e la grinta di Giuseppe Perina, la versatilità di un elemento come Giuseppe De Franco, in grado di interpretare al meglio il ruolo di fluidificante sinistro, davanti all'esterno basso Rocco Scarfone, una piacevole riscoperta sia in fase difensiva che offensiva, anche centrale all'occorrenza, con Maycol Palamara. L'interdizione di un elemento come Alessandro Chimento, perso in questa stagione per motivi lavorativi che lo hanno portato a trasferirsi in Piemonte. Ferruccio Andreacchio, Valerio e Vittorio Macrì, validi giovani che hanno svolto egregiamente il loro compito. Ross De Marco, bagnarese doc che ha sposato la causa come uno del posto, legato a questa maglia come un vero bagnarese alla sua amata, lui che scillese non è. Giocatore che è stato ed è ancora in grado di fare la differenza, uno degli artefici della promozione e della conseguente crociera, premio che il presidente ha riservato alla squadra per la vittoria del campionato. Giuseppe Cimarosa, altro funambolico e talentuoso giocatore a disposizione di mister Macrì, genio e sregolatezza, che con Davide Manglaviti e Ross De Marco ha formato un tridente, il tridente De-Ci-Ma, che ha depositato in rete 42 gol su 58 totali. Numeri da capogiro se si pensa che i punti ottenuti sarebbero stati 52 (e non 49), senza l'ultima sconfitta a tavolino in cui è incappata la Scillese e in cui è stata messa nel calderone delle polemiche, sotto le accuse degli scettici che hanno giudicato una svista nella distinta come un'anomalia studiata per falsare i playoff tra Sant'Eufemia e Real Messignadi.

Forse proprio da lì la Scillese non è stata ben vista dalle altre società e ha iniziato l'attuale campionato di 2^ Categoria sotto la lente d'ingrandimento dell'occhio del ciclone. Non tutto è oro ciò che luccica, ma nonostante ciò i biancoazzurri sono stati capaci di risolleversi dopo alcune esagerazioni che li hanno visti subire un'ingiustizia dietro l'altra. Eppure la Scillese ha risposto colpo su colpo, chiudendo in crescendo il 2014 e ribadendo con i fatti, sul campo, che per la lotta all'iride c'è anche lei, con la consapevolezza che nelle zone alte della classifica, la Scillese c'è e ci sta bene. Lo sanno anche le altre squadre che, come il San Giorgio, hanno sempre indicato la formazione di Castello Ruffo come quella da battere. Gli attuali numeri del San Giorgio sono straordinari, contando le nove vittorie consecutive, una di queste proprio contro la Scillese, ottenuta poi a tavolino dopo Paternostropoli. Partita che, anche secondo il San Giorgio, non aveva alcuna motivazione di cessare. Al di là della partita, la Scillese ha subìto un'inquietante sentenza giuridica sportiva. Il Giudice Sportivo, letti gli atti ufficiali demandati dal sig. Paternostro, ha disposto pesanti squalifiche, sulle quali la società spera di ricevere un forte sconto nelle seduta del 12 Gennaio, quando l'arbitro sarà ascoltato. L'impressione netta è che sui casi Cimarosa e Macrì ci sia poco da fare, in quanto il manoscritto di Paternostro, come quello di ogni arbitro, secondo la Lega è incontrovertibile. Nonostante questo, la Scillese ha continuato a macinare gioco e a raccogliere vittorie importanti (come contro Ravagnese 4-0, 2-3 in extremis e con personalità a Melito contro il Condofuri, la prestigiosa vittoria contro la capolista Pro Pellaro, che ha interrotto l'imbattibilità dei bianconeri, e altre occasioni in cui si è potuta vedere anche la classe di Stefano Taglieri, Steven Mathiot, Giovanni Idone, Pasquale Gangemi e Massimo Passalacqua, quest'ultimo autore di una tripletta alla Campese), scalando la classifica e calcando le zone nobili della graduatoria playoff. I nuovi giocatori si sono integrati con i vecchi alla perfezione. La squadra viaggia su difficoltà oggettive, che si riflettono sulle questioni extracampo, sulle quali però la società resta vigile e sempre vicino ai calciatori, ultima in ordine cronologico la diatriba con il Real Messignadi, dove Rocco Scarfone ha avuto la peggio, ma non ha battuto ciglio di fronte all'episodio che lo ha visto coinvolto.

La Scillese, con il ritrovato ingresso nei campionati dilettantistici FIGC, si pone l'obiettivo di vincere, sia in campo che fuori, dopo le precisazioni in merito del suo capitano, Tonino Polistena. La società, che consta di dirigenti come Giancarlo Tedesco, Luigi Paladino, Italo Cacciola, Pasqualino Ciccone, Nato Cardillo, fa del sociale un obiettivo importante, al fine di favorire aggregazione in un paese che è ben rappresentato dai suoi talenti locali e che devono essere reintegrati con cura (si veda il caso di Giuseppe Cimarosa e Massimo Macrì, ai quali va tutta la vicinanza degli addetti ai lavori, che hanno inviato ripetuti attestati di stima per questi due) nella sfera calcistica. La società si è cautelata con i nuovi arrivi, che ben stanno facendo agli ordini di mister Macrì. Questa squadra ha cambiato alcune delle sue facce, ma non pelle. L'addio di Davide Manglaviti è stato digerito dall'ambiente, un ambiente che lo ha amato e che tra qualche partita lo ritroverà da avversario al Comunale di via C.da Ieracari, un ambiente che lo aveva adottato come uno di loro. Ma la Scillese non è solo un giocatore, come ha dimostrato soprattutto nelle ultime uscite di fine 2014. La Scillese è qualcosa che vive nel cuore di chi lotta. Gente di mare, abituata a lottare. Scillesi. E anche il "forestiero" che ci gioca, lo diventa, contagiato dal grande entusiasmo di un paese che vuole rivivere i fasti di un tempo.

Di sotto, la Scillese che fa gli auguri di buon anno, anche con la squadra femminile, C.F. Scillese.

Gianluca Trunfio

Seconda Categoria Girone F

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La Scillese all'All Star Game Iam Calcio
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