Bagnarese, capitan Denaro: "Squalifica assurda e ingiusta"

Ci sono episodi curiosi, particolari, alcuni grotteschi. Nell'ordine, è successo in Prima Categoria, nella famigerata partita Greffa Mosorrofa - Val Gallico, in cui gli ospiti sono stati stangati ben oltre quello che impone la logica. Quella partita fu sospesa, senza reali motivi sussistenti. E il signor Costa di Catanzaro calcò la mano, volendo passare per paladino della giustizia e unico trionfatore di lealtà. E' accaduto anche in Seconda Categoria, nella ben nota partita San Giorgio - Scillese, dove ancora persino i giocatori e i tifosi locali sono solidali con la società di Pasqualino Ciccone, vittima della penna nervosa e megalomane del signor Paternostro di Taurianova, che ha ingigantito una situazione concitata al fine di giustificare la sospensione della gara.
Ma è quando disciplina e rettitudine vengono a mancare per primi agli arbitri, che il giocattolo va rompendosi, sino a intorpidirsi di pure invenzioni, dettate da manie di protagonismo, paranoie e prevenzione cronica nei confronti dei calciatori. Una giornata che doveva essere un sogno, si è trasformata in un incubo anche per la Bagnarese di capitan Tonino Denaro, che attendeva la Reggiomediterranea, partita dal sapore speciale, che a Bagnara vivono con passione e con il cuore trepidante sin dal primo giorno della settimana che precede la grande vigilia. E succede che sulla strada dalla Bagnarese e su quella del suo fiero capitano s'imbatte una figura arrogante e prevenuta in campo, piena di fantasia, magalomane e con mania di protagonismo, il tutto unito ad allucinazioni uditive. L'identikit è quello del sig. Luca Sportelli di Lamezia Terme, secondo quanto racconta Tonino Denaro, capitano e difensore della Bagnarese, che è intervenuto ai microfoni di Iam Calcio Reggio Calabria, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe, seppur il referto dell'arbitro è "Vangelo" e infatti il ricorso della società è stato respinto:
"In nome della verità, quello che è stato comminato a me e alla Bagnarese è pura invenzione e follia - ha detto Denaro - Tengo a precisare tutto dal principio, facendo prima una piccola premessa. a volte, noi calciatori, allenatori, dirigenti, arbitri, membri della carta stampata, commettiamo degli errori, che fanno parte della vita e ci possono stare. Ci sono però errori ed errori. Ed è proprio l'errore di concetto che mi arreca grande amarezza. Lo sbaglio ci sta, ma il perseverare, quello no"
- ha introdotto Denaro -
"Riepilogando un'ingiustizia dietro l'altra, partiamo dal fatto che ingenuamente mi sono fatto ammonire dopo nemmeno venti minuti. Errore mio. Quel che è giusto, è giusto e va riconosciuto. Ma alla mezz'ora del prima tempo ecco come rovinare una partita: fallo da dietro sul nostro attaccante da parte di un giocatore della Reggiomediterranea già ammonito (quindi nella mia stessa situazione disciplinare). La doppia ammonizione è ovviamente a discrezione dell'arbitro, ma sembrava sacrosanta. Non arriva tra lo stupore generale, considerato il grave intervento falloso subìto dal nostro giocatore. Io, da capitano, sono andato a chiedere spiegazioni al signor Sportelli, del perchè del mancato secondo giallo, che incredibilmente è stato attribuito a me, per aver chiesto l'ammonizione su un avversario, cosa che so perfettamente da regolamento che viene punita. Ma un pò di buon senso? Sono il capitano e sto protestando perchè il mio compagno non viene tutelato! Doppio giallo e rosso. D'accordo, ci può stare. Passi questo e passi il fatto che l'arbitro non gradisca le mie eccessive proteste anche dopo il provvedimento disciplinare. Ma..."
- ha continuato il capitano della Bagnarese -
"... Che bisogno c'era di alterare un referto già di per sè pieno di ingiustizia, avvelenando e occultando il sacro principio della verità e della trasparenza? Perchè Sportelli ha dovuto aggiungere di sua invenzione, rispetto alla realtà dei fatti, che il signor Antonino Denaro si è espresso offendendo e minacciando l'arbitro? E in più aggravare la situazione notificando sul referto, contrariamente alla realtà dei fatti, l'intervento di Natale Musumeci, reo << per avere a fine gara dopo essere entrato abusivamente nello spogliatoio arbitrale rivolto parole offensive , minacciose e tentato di aggredire l'arbitro (tentativo non riuscito per l'intervento di un proprio dirigente) >>. Non contento, Sportelli ha fatto una multa salata alla società, che non avrebbe difeso quelli della Reggiomediterranea da un'aggressione. Il tutto mentre il sottoscritto era negli spogliatoi a fare la doccia"
- Che ha poi concluso dicendo:
"Arbitri come il signor Sportelli non meritano di fare carriera. Le menzogne e l'incoerenza nella partita stessa la dicono lunga sulla sua condotta e sul suo modo di arbitrare e tenere in pugno una partita. Ho letto anche che è stato dedicato uno speciale su un noto quotidiano sportivo online, concernente la sua prestazione. Per me e per la società, che è stata diffamata in modo gratuito per le motivazioni che si leggoono per la multa, un << Arbitro In Vetrina >> non è colui che vuole fare il protagonista aspettando la domenica, ma semplicemente un direttore di gara corretto, integgerrimo, tecnicamente e psicologicamente nella partita. E la squalifica mia e di Musumeci, rispettivamente per cinque giornate e per ben cinque mesi, è ingiusta e assurda"
