Nice Matiz : “Un segno del destino segnare con la gamba del crociato” - I AM CALCIO ITALIA

Nice Matiz : “Un segno del destino segnare con la gamba del crociato”

Nice Matiz
Nice Matiz
ItaliaFemminile

Un'annata incredibile: il riscatto di una calciatrice tra vittorie, promozione e sogni di gloria.

Vetrina della giornata dedicata a Nice Matiz, centrocampista classe 2000, grande protagonista del “double” con l’Alta Livenza Academy nel torneo di Eccellenza, in piena corsa per realizzare il sogno del “triplete” nella competizione.

Ciao Nice, quali sono stati i motivi del tuo passaggio all’Alto Livenza?

“Il motivo principale era la voglia di tornare nel mio ambiente e nonostante fossi andata via un po' per staccare dalla solita routine, mi sono sempre sentita a casa in quanto il mio metterci tanto e tutta me stessa è un’arma a doppio taglio, perché da una parte può ritornarmi tantissimo a livello di energia, dall'altro canto se non mi ritorna quanto messo ed investito, magari ci rimango male; dopo l’infortunio al crociato avevo un po' il desiderio di riprovare a giocare la Serie C e quindi sono andata a Tavagnacco per verificare se sarei riuscita ad affrontare al meglio la categoria; mi è capitato di andare a vedere una partita della mia attuale squadra, restando in contatto con alcune ragazze che sono diventate mie amiche, ricevendo inoltre la chiamata da parte della dirigenza che mi ha convinta al trasferimento”.

Cosa ti hanno prospettato, in particolare?

“Mi sono fidata sin da subito del progetto, mi piaceva perché mi sembrava serio; ho avuto a che fare più volte con il ds Giancarlo Maggio nelle mie passate esperienze e mi ci sento legato, in quanto anche lui ci mette tutto se stesso nelle iniziative, poi può darsi che succede un patatrac o una cosa meravigliosa, però so che fa le cose in un certo modo, pretendendo impegno e serietà per cui ho detto subito ok alla sua proposta; conoscevo inoltre già il gruppo e tra l'altro mi sono trovata in mezzo a sottogruppi a me familiari, quello ex Saronecaneva e il gruppo che è venuto via da Tavagnacco oltre a quello del Portogruaro; in queste condizioni ero io un po' l'unica che poteva sentirsi più a casa perché conoscevo veramente tutti”.

Un’annata strepitosa

“Per me è stata una stagione molto stimolante perché comunque a parte la qualità personale delle ragazze unita alla qualità tecnico-tattica che già conoscevo, è stato un campionato che è stato gestito come una serie C per impegno ed intensità.

Mi ero riproposta di fare un'esperienza in eccellenza per riuscire finalmente a conquistare sul campo questa serie C perché di fatto anche quando ero a Portogruaro siamo passati nella categoria superiore in virtù di un ripescaggio; ovviamente i meriti ci sono però non l’aver vinta sul campo mi ha alimentato questo senso di rivalsa anche per dimostrare a me stessa che quel gruppo avrebbe comunque meritato la promozione”.

Il double

“In generale è stata una stagione che da fuori potrebbe essere sembrata facile perché le abbiamo vinte quasi tutte ma ti assicuro che non è stato affatto una passeggiata; mantenere sempre alta la tensione e concentrazione in questa situazione non è stato facile, è stata la più grande difficoltà da superare perché devi sempre vincere e farlo puntualmente non è scontato anche se ti sembra banale in determinate circostanze; siamo state brave ad andare avanti e mantenere questa rotta nonostante tutto perché abbiamo avuto dei cali, dei momenti in cui è stato più difficile però alla fine siamo arrivate fino in fondo e non sembrava neanche vero aver raggiunto il traguardo, un po' strana come sensazione perché da un lato ti aspetti di arrivare fino in fondo dall'altro ti sembra lontano il traguardo, rimanendo in questo stato limbo che sembra non avere mai fine”.

La tua rete decisiva nella finale con il Padova

“Io personalmente avevo un desiderio dentro di me, perché due anni fa ero lì con loro ma purtroppo mi ero rotta il crociato perdendo entrambe le finali, disputando gli ultimi 20 minuti della seconda gara quando ormai la partita era praticamente decisa; non ero in formissima in quanto era la partita del rientro in campo ma ci tenevo a giocarla in quanto volevo dimostrare a me stessa di poterci essere”.

E’ stato alquanto assurdo aver segnato il goal decisivo con la gamba del crociato riparato ma questo lo interpreto come un segno del destino, una circostanza che stento ancora a credere dopo averla sognata tante volte di chiudere il campionato proprio con quel piede sinistro; i pianeti si sono allineati quel giorno e mi è sembrato che tutto fosse nel posto giusto”.

Una battuta sulla coach Laura Tomasella

“La mister è una persona molto composta e seria e ci ha messo tutto il suo impegno in questo campionato, coinvolgendoci in un percorso di crescita e maturazione che ha portato i suoi frutti.

Io credo molto nella qualità di un allenatore di saper coinvolgere e di trasmettere entusiasmo e valori oltre che ovviamente dettare indicazioni per la parte tecnico-tattica; credo sia difficile in realtà trovare bravi allenatori che siano in grado di allenare nel femminile, non perché noi siamo la parte marcia del calcio ma in quanto siamo diverse dagli altri; noi siamo toste e andiamo più nel dettaglio e magari ogni tanto ci vuole qualcuno che blocchi i nostri voli pindarici”.

La coppa nazionale

“Si continua anche per altri traguardi adesso, mai mettere i limiti, abbiamo la fase nazionale della coppa, stiamo pensando a quello anche se mentalmente è stato un campionato impegnativo e stiamo cercando di tenere viva la fiamma perché non è facile, poi adesso le trasferte diventano un pochino lunghe; occorre mantenere alta la tensione fino alla fine”.

Le tue trasferte

“Lavoro praticamente a Udine, quindi ad una distanza di un'ora da casa, il campo è sempre a due ore da dove abito, quando passavo per Udine poi allungavo di un'ora, insomma adesso comincio a sentire le ore di viaggio, ho tenuto botta e sono riuscita piano piano a ritrovare le energie e in questa ultima parte di stagione ho tanta voglia di giocare, mi allenerei tutti i giorni ed il fatto di avere ancora una competizione in corso mi stimola ad andare oltre l’ostacolo; sogno questa finale di Roma, sarebbe la ciliegina sulla torta di questo campionato, di questa annata strepitosa, un po' ci credo ed un po’ la sogno.

In realtà mi è sempre venuto naturale, l'ho sempre vissuta così, ho dei valori un po' che anche il territorio mi ha trasmesso, sono dell'idea che i sogni sono il mio motore, perché quando non so che cosa fare, non ho un obiettivo, non mi sento realizzata ed allora mi ci impegno al massimo delle forze per provare a tramutare il sogno in realtà”.

 

Foto credit Alto Livenza women

 

 

Mariano Ventrella