Tre lauree e un campo: la storia di Carmine Caruso - I AM CALCIO ITALIA

Tre lauree e un campo: la storia di Carmine Caruso

Carmine Caruso
Carmine Caruso
BeneventoRubriche

Ci sono uomini che il calcio lo masticano, lo soffrono e, alla fine, lo trasformano in qualcosa di eterno. Carmine Caruso è sempre stato uno di questi. Uno di quelli che in mezzo al campo non chiedeva il permesso: recuperava palla, alzava la testa e dettava il ritmo. Lo ha fatto per anni con le maglie gloriose di Potenza, Battipagliese, Marcianise e Casertana, diventando l'anima della Forza e Coraggio. Ma mentre i suoi tacchetti incidevano l'erba dei campi più caldi del Sud, la sua mente stava già giocando un'altra partita. Una partita contro il tempo e i libri.

Ieri mattina, quella partita si è chiusa con un boato silenzioso ma potentissimo e il massimo dei voti. Laurea Magistrale in Scienze dell'Alimentazione. Per Carmine è la "tripletta" accademica, dopo i successi in Scienze Motorie e la specialistica in Attività Motoria Preventiva e Adattata.

Il calcio non è solo schemi, è un'accademia di vita a cielo aperto. Carmine lo sa bene. Se oggi è un dottore magistrale lo deve anche a quegli spogliatoi umidi dove ha incrociato destini illuminanti. Come quello di Vincenzo Riccio a Benevento: non solo un compagno, ma uno specchio in cui vedere la cura maniacale del dettaglio. O come Tortora, il gigante d'area che trattava il proprio corpo come un tempio, rendendo l'alimentazione un'arma silenziosa per vincere tutti i duelli.

E poi, l'incontro che ha cambiato la traiettoria del pallone: Armando Fucci. Se il preparatore atletico ha acceso la miccia della passione per la fisiologia, Carmine ci ha messo il resto, trasformando quella curiosità in una missione professionale.

Oggi Carmine Caruso non corre più dietro a un avversario, ma corre al fianco di chi vuole cambiare vita. Il suo ruolo di allenatore individuale è l'evoluzione naturale del centrocampista totale. Non si limita a contare le ripetizioni o a pesare i carboidrati; cuce addosso, a chi si affida a lui, un vestito su misura fatto di preparazione atletica, mindset e nutrizione clinica.

"Il campo non l'ho mai lasciato," sembra dire ogni suo gesto. "Ho solo smesso di usare i piedi per iniziare a usare la scienza.". La storia di Caruso è un manifesto per chiunque creda che il calcio finisca al triplice fischio. È la dimostrazione che la disciplina del ritiro, il sacrificio della domenica e la resilienza del mediano sono muscoli che, se allenati, portano ovunque.

Carmine Caruso ha posato le scarpette chiodate per indossare il camice della competenza. Ma guardatelo negli occhi mentre parla di nutrizione e performance: c'è ancora la stessa fame di quando doveva recuperare lo svantaggio al 90'. E oggi, per Carmine, sono arrivati i tre punti più importanti di tutta la carriera. Perché il calcio insegna tanto. E certe lezioni, come dimostra Carmine, restano per tutta la vita.

Vincenzo Forgione