Oleggio Castello, Morosini parte con il piede giusto

Non era assolutamente facile la sfida che si ero scelto Marco Morosini, messosi al timone di un Oleggio Castello che nelle prime quattro giornate di campionato aveva racimolato un solo punto uscendo sconfitto anche dalla sfida con il Verbania Olympia 20.20, che proprio con i novaresi aveva trovato la prima vittoria assoluta dalla sua affiliazione alla Figc. Un Oleggio Castello che veniva da una stagione ottima ma dal finale amaro, con la promozione persa allo spareggio con il Gargallo e - successivamente - ai playoff con Lino Mastromonaco alla guida, lo stesso tecnico che ha iniziato la stagione sulla panchina dei castellani e ha rassegnato le proprie dimissioni nell'intervallo della sfida poi persa con i verbanesi.
Una squadra a pezzi dunque, nonostante le velleità di alta classifica fossero il "fil rouge" anche di questa stagione, partita però ad handicap fino all'arrivo di Morosini che ha risvegliato la squadra proprio nel momento più difficile, quando di fronte si parava la Pregliese che il girone di Terza categoria Vco lo sta guidando: "Prima di accettare la proposta di Filippo Mastroianni (Ds dell'Oleggio Castello, n.d.r.) di sedermi sulla panchina dell'Oleggio Castello - racconta Morosini - ho voluto parlare con Mastromonaco per capire quali fossero le sue sensazioni, il suo vissuto di quest'avvio di stagione. Conoscevo alcuni ragazzi della rosa della squadra per averli già allenati in precedenza ma la maggior parte no per cui volevo capire cosa avrei trovato se avessi accettato; il martedì poi ho conosciuto sul campo la squadra e ho trovato un gruppo di ragazzi che avevano voglia di mettersi a disposizione, in una condizione fisica eccellente e con buone idee di gioco - aspetti di cui va dato merito a chi mi ha preceduto - e con tanto bisogno di dimostrare quanto possano valere come gruppo. Probabilmente in questo prime giornate si era instaurato un circolo vizioso che faceva sembrare tutti i problemi insormontabili, che creava incomprensioni e nervosismo all'interno dell'ambiente ma i valori non sono in discussione come poi la squadra ha dimostrato nella gara contro la Pregliese".
Una sfida, quella contro gli ossolani di Lipari, da far tremare i polsi per chi aveva guadagnato un solo punto sui 12 a disposizione e si trovava ad affrontare invece una formazione a punteggio pieno che fin lì non aveva sbagliato nulla, non certo la gara più comoda da scegliere come esordio per Morosini. "Ma io ho detto ai ragazzi prima della partita che era proprio la gara che ci serviva per tornare a dimostrare fin da subito cosa può valere questo Oleggio Castello. Io sono dell'idea che non può sempre essere colpa dell'allenatore quando le cose vanno male e quando c'è un cambio - indipendentemente da chi arriva e che non può certamente essere il salvatore della patria - chi scende in campo ha la possibilità di rimettersi in discussione per far dimostrare qualcosa. Abbiamo vinto la partita ma, quel che più mi preme, l'abbiamo fatto giocando bene e partendo da un rigore di svantaggio fischiato nei primissimi istanti: un'altra squadra avrebbe anche potuto perdere la testa e la partita sarebbe potuta finire 5-0 e con un paio di espulsi perché sono cose che possono succedere, e invece i ragazzi sono stati bravi, attenti, mi hanno ascoltato e pur se nella prima settimana non abbiamo praticamente potuto allenarci sono riusciti a far vedere qualcosa di buono tenendo anche un ritmo altissimo per tutta la partita. Non posso che essere soddisfatto".
Restano comunque le ambizioni di un Oleggio Castello che non ha fatto mistero ad inizio stagione di voler puntare alla promozione. Un percorso che pare in salita al momento ma che non spaventa il nuovo tecnico castellano: "L'ambizione della società di provare il salto di categoria era una cosa acclarata ad inizio stagione ma nessuno mi ha chiesto di raggiungere per forza la Seconda partendo dalla situazione in cui ho trovato la squadra. Mi è stato chiesto, quello sì, di fare tutto quello che è possibile per provare a fare bene ed io ai ragazzi ho detto subito che finché la classifica non ci dice che è impossibile arrivare primo io provo a vincere. I punti a disposizione sono ancora tanti, ma ci sono anche tante squadre attrezzate per lottare ai piani alti di questo campionato: cerchiamo di fare quello che è il nostro meglio ma in questo momento dobbiamo pensare a scendere in campo soprattutto per il gusto di giocare a calcio, con impegno e dando il cento per cento ma anche con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere. Se gli altri saranno più bravi gli stringeremo la mano ma credo che per questa categoria la rosa dell'Oleggio Castello sia composta da giocatori di qualità che hanno buoni valori, ai quali manca quel pizzico di fiducia e di autostima che ti porta a dare anche di più di quello che potresti dare".
