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Improvvisamente

La Curva Nord del Piola
La Curva Nord del Piola
NovaraSerie C Girone A

Molti dei tifosi novaresi hanno iniziato a seguire la squadra della cupola quando sostava in serie A. Rimangono sorpresi quando racconto che per caso mi sono trovata al “Piola” più due anni fa quando il Novara FC faceva parte del campionato di Serie D e da allora non l’ho più lasciato. Non c’è una spiegazione razionale, semplicemente l’ho sentito mio.  Non ho mai negato che spartisco il mio cuore con altre fedi calcistiche di categorie superiori. Fin da piccola ho abbracciato la Juventus, non l’ ho mollata nemmeno durante la retrocessione in B ma Del Piero se ne andò ed io con lui tanto da rimbalzare nella parte opposta della città, eccomi diventare color granata. Del Toro ho avuto un debole dopo che una mia cara collega mi portò allo stadio e quei colori profumavano di una squadra umile che lotta con caparbietà e canta un inno bellissimo. Ma ho ancora posto, più che nel cuore nella pancia, dove sosta per istinto e da sempre - fin da quando ero piccola- la Roma che se allenata da De Rossi occupa forse più spazio del Toro ma ho anche la mia parte partenopea, questa volta per un vissuto amore maschile, che rimane sempre e comunque parte di quasi 20 anni della mia vita, nonché padre di mia figlia. 

La scelta della squadra generalmente viene fatta in tenera età ed è una delle decisioni più grandi che un bambino possa prendere. Facile seguire le ombre del padre così come facile seguire il contrario di ciò che segue la famiglia per opposizione evolutiva o dispetto ma accade anche che un bambino scelga quale sarà la sua squadra del cuore indipendente dalle persone che lo affiancano e dalla vicinanza geografica. Succede di simpatizzare per una squadra anche lontana dalla città di appartenenza, per nessun motivo particolare oppure per la stima verso un giocatore o il colore di maglia che più  aggrada. La fede calcistica “vera”non nasce quindi tanto dall’impegno che un genitore ci mette nell’abbellire i figli sin da piccoli con magliette, gadget e peluche della sua squadra preferita ma viene dal profondo del singolo o come conseguenza di un’ esperienza o una giornata emozionante, quella che prova un bambino la prima volta che va allo stadio, ad esempio, contornato da tifosi che cantano, esultano e condividono gioie e dolori. Un esempio di definizione di scelta sportiva ce lo fornisce Nick Hornby che nel suo libro “Febbre a 90” racconta la sua passione per l’Arsenal: “ Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé”. Si ama una squadra senza un vero e proprio perché, diventa un amore talmente fedele che un vero tifoso non la abbandona anche quando non ama un presidente o un allenatore. Le decisioni di fede calcistiche portano a conseguenze di tifo sociale: non deve essere facile essere romanista ed avere un padre laziale, così come si determinano la cerchia di amici da frequentare perché sappiamo che le prime unioni sono facili da creare attorno ad una passione comune.

Ma che senso ha soffrire e gioire per una squadra quando questo sentire non cambia in alcun modo la nostra vita? Non c’è alcuna spiegazione razionale poiché il tifo è una fede e la fede, pensiamo a quella religiosa, nasce come necessità di avere delle spiegazioni su fenomeni a noi sconosciuti, di appagarci l’anima e di porre un senso di stabilità, infondendo abitudini di cui molti necessitano. Il termine “fede” (dal latino fides) significa “fiducia, credenza, promessa” ed affidarsi significa sviluppare il senso di appartenenza e protezione oltre quello della dipendenza. Pier Paolo Pasolini ha definito il calcio l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo” perché seppur l’oggetto della fede religiosa sia diverso il coinvolgimento psicologico è lo stesso. Il tifo è un rito, un’abitudine, un’evasione ai doveri. Questo marca la differenza tra tifoso e spettatore: il tifoso soffre, gioisce e permane nonostante tutto e nonostante tutti. Spesso gli avvenimenti non vengono giudicati obiettivamente ma diventano una prova della bontà dell’oggetto di devozione, qualsiasi cosa succede rimane fede e amore, qualsiasi cosa succede non viene meno la lealtà nell’ ideologia.

Avere interessi per più colori dischiude gli sportelli della mente rendendo il giudizio sportivo lucido e oggettivo così che quando si apre il cassetto dell’armadio in cui sono piegate le diverse uniformi di calcio, se si sceglie di tirare fuori quella del Novara tra le diverse alternative, lo si fa perché si è davvero consapevoli che quella maglia è davvero speciale.

Alice Previtali

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