Benevento. Andreoletti si presenta: "Qui perché voglio salire in B"

Con l'introduzione ed il benvenuto da parte del D.t. Marcello Carli, si è aperta ufficialmente l'avventura di mister Matteo Andreoletti con i colori del Benevento. Queste le parole del giovane tecnico alla sua prima conferenza stampa al "Vigorito":
"Vorrei soffermarmi sulle cose positive della mia prima esperienza al Sud. E' molto stimolante perché ci sono tante piazza importanti, come la nostra, e tanti derby infuocati. So che si saranno anche momenti difficili ma so anche che da questa esperienza uscirò con una importante crescita.
La mia idea di calcio prevede una squadra aggressiva che va forte la domenica e per farlo bisognerà sudare in settimana. Dovremo essere offensivi e propositivi ma senza perdere di vista gli equilibri. Dal punto di vista del materiale umano, come ho già detto a Carli, non credo sia tutto da buttare perché c'è tanta qualità tra chi c'era già e chi è rientrato dai prestiti. Mi piacerebbe, come allenatore, di far cambiare parere ai tifosi su calciatori reduci da due retrocessioni in tre anni. Se io ed il mio staff sapremo coinvolgere tutti, vorrà dire che saranno nelle condizioni di esprimersi al meglio.
Non sono legato ad un modulo in particolare. Credo molto nel lavorare tanto e bene in settimana: da ciò passa il fatto che voglio una squadra nella quale tutti si possano riconoscere. Non ho segreti e non faccio magie ma voglio solo lavorare tanto. Il Benevento in Serie C è una squadra importante e questo può essere un'arma a doppio taglio perché nessuno ci regalerà nulla. Dobbiamo toglierci dalla testa che due anni fa si giocava a "San Siro": oggi siamo in C e siamo una squadra di C, prima lo si capisce e meglio è per tutti. Il presidente Vigorito è innamorato della squadra e mi ha chiesto di non fare un campionato banale.
Non mi era mai capitato di partire per il ritiro con tanti calciatori ma questo fa parte anche del mio percorso di crescita. Siamo pieni di talento ma è chiaro che bisogna affrontare il campionato con la giusta mentalità: la storia recente non conta più. Non mi interessa il curriculum di un calciatore né la sua carta di identità.
Devo ringraziare i miei ragazzi della passata stagione alla Pro Sesto perché senza di loro non sarei qui. Avevo voglia di misurarmi con una categoria superiore, quindi la Serie B. Poi, al termine dello scorso campionato, ho ricevuto la chiamata del direttore Carli e del Benevento e non ho più pensato ad altro. Ho percepito un entusiasmo che per quanto mi riguarda è normale visto il livello della società e dei calciatori. Non ho dubbi sul fatto di essere pronto perché nessuno mi ha regalato nulla e me lo sono guadagnato sul campo. Vengo da una stagione di Serie C con una squadra che tutti davano per retrocessa dopo la prima giornata ed invece abbiamo chiuso al quarto posto. Sono entusiasta di essere qui.
Sono ambizioso ed ho voglia di salire in Serie B con il Benevento. Voglio migliorarmi e qui ho l'opportunità di farlo insieme alla società. E' giusto che chi indosserà la maglia del Benevento sia convinto di rimanere, con orgoglio, altrimenti non ha senso.
Il calcio è fatto anche di episodi ma credo che se affronti la settimana in maniera seria allora la domenica puoi rendere orgogliosi i tuoi tifosi che riconosceranno il nostro impegno. Leader tecnici ne abbiamo tanti, leader morali non so rispondere ancora perché conosco i calciatori ma non ancora gli uomini.
Un problema che spero di non avere è quello degli infortuni quindi stileremo un programma di lavoro condiviso anche con lo staff sanitario. Sulle amichevoli abbiamo un programma che poi verrà ufficializzato dalla società, posso dire che non amo farne tantissime ma preferisco lavorare sul campo.
Nel calcio di oggi sono importanti le transizioni per vincere le partite anche perché, nel nostro caso, chi verrà a giocare in casa nostra metterà il classico pullman davanti alla porta e noi dovremo essere propositivi per ovviare al problema.
Ogni singolo dipendente del Benevento viene messo nelle migliori condizioni per svolgere al meglio il suo lavoro e questo è importante perché non da alibi a nessuno, compresi i calciatori. Le strutture che ci sono centrano poco con la Serie C e ne sono entusiasta. Voglio vivere la città perché qui non manca nulla. Nonostante le ultime stagioni non siano state belle, chiunque io abbia incontrato mi ha fatto un grande in bocca al lupo. Con queste basi si può fare bene".
