Bratto e la Ro.Ce. puntano lo sguardo sulla Serie D - I AM CALCIO ITALIA

Bratto e la Ro.Ce. puntano lo sguardo sulla Serie D

Alessandro Bratto, Ds della Ro.Ce.
Alessandro Bratto, Ds della Ro.Ce.
NovaraEccellenza Girone A

Il termine del girone d'andata è il momento giusto per fare un punto della situazione generale con Alessandro Bratto, direttore sportivo di una Romentinese e Cerano in prima linea nella lotta per la conquista di un posto nella prossima Serie D, seconda in classifica a due soli punti dalla capolista Aygreville. Una situazione che era forse impronosticabile ad inizio stagione per una società che aveva cambiato molto, se non tutto, rispetto alle stagioni precedenti: "Sinceramente non pensavamo di essere così avanti a questo punto della stagione - dichiara con sincerità il Ds novarese - anche se ovviamente lo speravamo. Abbiamo lavorato per questo in estate, perché il presidente ci ha dato mandato di costruire una squadra più ambiziosa rispetto a quella degli ultimi due campionati, però stare così in alto fin da subito era impensabile, anche perché nel corso dell'anno qualche vicissitudine l'abbiamo vissuta".

Il pensiero va subito al cambio di allenatore, con Luca Cataldo che dopo il pareggio con La Pianese (7ª giornata) ha rassegnato le proprie dimissioni che hanno portato all'arrivo di Stefano Civeriati che ha preso in mano una squadra che stazionava nella seconda parte della classifica, lontanissima dalle posizioni di vertice. "I risultati dicono che da quando c'è stato il cambio di guida tecnica - conferma Bratto - ci sia stato anche un cambio di passo della squadra, che ha conquistato sette vittorie e due pareggi senza mai perdere. Cataldo ha dovuto fare un lavoro difficile, mettendo insieme una squadra completamente nuova, e anche per questo i risultati non sono arrivati; poi per via di alcuni problemi interni l'allenatore ha deciso di dimettersi e siamo stati costretti a battere un'altra strada. Quella di Civeriati si sta dimostrando una scelta positiva soprattutto a livello umano, un piano che va al di là dei risultati sportivi che in questo momento dicono che la Ro.Ce. dovrà lottare fino alla fine del campionato per i primi cinque posti della classifica, inutile nascondersi".

Una presa di posizione chiara quella del Ds, che anche sul mercato ha operato con oculatezza per andare a chiudere le poche falle che presentava l'organico della Ro.Ce.: "Ci siamo mossi per tempo, prendendo giocatori nelle posizioni che ci servivano. C'era necessità di un centrocampista e di un attaccante per rinforzare ulteriormente la rosa: Truzzi è arrivato subito perché l'avevamo individuato da tempo mentre sulla punta abbiamo valutato più a lungo, anche se eravamo consapevoli che andava inserito un giocatore al posto di Ballgjini: il mercato ci ha proposto l'occasione di prendere Spadafora e ci siamo fatti trovare pronti, Manuel ha le caratteristiche che ci occorrevano e siamo contenti che ora sia con noi. Infine è arrivato anche Sofia, un giovane di cui siamo molto soddisfatti e che abbiamo aspettato perché siamo certi ci possa dare più soluzioni a livello offensivo. Purtroppo abbiamo perso per strada Augliera che per problemi di lavoro non potrà più far parte della squadra: una notizia che abbiamo avuto solamente la settimana scorsa per cui ci stiamo guardando intorno per sostituirlo anche se non è facile; sicuramente non prenderemo un giocatore solo per prenderlo, abbiamo individuato assieme a Civeriati un profilo ma vedremo se riusciremo a vestirlo con i nostri colori".

A livello societario la posizione che in questo momento ricopre la Romentinese e Cerano porta a pensare anche in prospettiva, per non farsi trovare impreparati al possibile salto in Serie D. Un pensiero che non è distante da Bratto e dal presidente Presta: "Sicuramente è molto presto per pensare, soprattutto a livello sportivo, a quello che accadrà tra qualche mese. Però allo stesso tempo penso che una società seria, che abbia delle ambizioni e non voglia fare un salto nel buio si debba porre questo problema e cercare di prevedere il prevedibile. Ad oggi la possibilità esiste con la squadra al secondo posto e noi non vogliamo farci trovare impreparati, sia se ci troveremo in Serie D che se saremo chiamati a programmare un altro anno di Eccellenza con tanta voglia di fare bene. Credo che quest'anno a lottare per la D siano rimaste in quattro, massimo cinque squadre per cui abbiamo il 20-25 per cento delle possibilità di salire in categoria superiore, cominciare a guardare avanti credo sia corretto e anche normale".

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Carmine Calabrese