Come finirà la telenovela Allegri-Agnelli 3.0?

Come ogni anno a fine campionato, con record raggiunti, bilanci da valutare e qualche rimpianto per i sogni sfumati arrivano i primi reso conti per ripartire la prossima stagione. Tra certezze e futuro anche la Juventus deve fare i conti con alcune questioni.
La telenovela che più di tutte sta tenendo con il cuore in gola molti tifosi della Vecchia Signora è senza dubbio il caso Allegri (se così si potrebbe definirlo). Il conte Max dopo 5 scudetti con la Juventus e record battuti con l’aggiunta di due finali di Champions perse è alle corde, preso di mira dopo l’eliminazione dalla Coppa Campioni con Cr7 in rosa.
In estate il presidente Agnelli ha investito molto su una rosa già competitiva arrivando ad acquistare il giocatore più forte al mondo dal Real Madrid e garantendo ai tifosi bianconeri sogni tranquilli sull’andamento nella stagione.
Così non è stato, la Juventus ha vinto di meno rispetto al passato recente, portando a casa il solito scudetto (ottavo consecutivo, non da poco) e mancando la Coppa Italia e la tanta desiderata Coppa dalla grandi orecchie, sfumata in casa contro i terribili olandesi di Amsterdam.
Da una settimana, molti sono i nomi che circolano nella testa dei tifosi, dal sogno Guardiola alla suggestione Klopp, passando per Pochettino fino ad arrivare all’ormai tecnico nerazzurro Antonio Conte, pronto a tornare nella sua squadra del cuore. Molti però erano gli ostacoli, partendo dal rapporto freddo con i tifosi e al rapporto non proprio roseo con la dirigenza bianconera. A dare la spinta decisiva al passaggio ai nerazzurri di certo è stato il progetto ambizioso dei nuovi proprietari e la presenza di Marotta.
Nella giornata di oggi è andata in scena l’incontro Allegri-Agnelli 2.0 con la presenza di Nedved e Paratici. Buon segnale se si pensa che erano presenti altri membri, sinonimo che qualcosa si sta muovendo con Allegri che da tempo afferma davanti alle telecamere che ha un progetto in mente da “6 mesi”. L’innesto di Ramsey sicuramente rinforza un reparto un po’ in crisi questo anno, con molti infortuni e poche certezze come l’inizio a rilento di Can e le sbavature di Pjanic, non più incedibile. Per non parlare di Dybala che ha vissuto una delle peggiori stagioni in bianconero, quasi sempre in panchina nelle partite clou e poco incisivo, lontano dalla porta e sofferente per la presenza dell’asso portoghese. Mandzukic, ha mostrato il solito attaccamento alla maglia e le sue giocate migliori ma costretto quasi sempre a passare le giornate in infermieria come Cuadrado e Douglas con tanto di tormentone “non ricordo più se sia biondo o moro”.
Insomma, domani andrà in scena il terzo episodio della serie Allegri-Agnelli e saremo curiosi proprio di sapere come andrà.
Di certo è dura scaricare un tecnico che ha vinto tanto con i bianconeri, portando anche soluzioni abbastanza prese come il Mandzukic esterno, ma difficile mantenere un rapporto teso con una piazza ossessionata dall’Europa e che mostra un vistoso malcontento nei confronti del livornese. Le alternative si contano sulle dita di una mano e se non dovesse esserci un nome all’altezza tanto vale continuare con un tecnico che conosce lo spogliatoio Juve. Se non dovesse liberarsi Guardiola, con tutto il rispetto degli altri allenatori, il salto di qualità non ci sarà ma resterà l’azione che noi tutti non vogliamo vedere:prendere un allenatore giusto per ricambiare. I bianconeri non hanno questo stile nella loro filosofia nel modo di pensare e penso che ormai è risaputo.
Tenere Max e ripartire più forti di prima o prendere un top europeo che da quel qualcosa in più. Questa è la priorità.
