Campanharo: "A Verona per diventare grande"
Altro giorno di presentazioni in casa dell'Hellas Verona. Ed oggi è stata la volta di Gustavo Campanharo. Ecco le dichiarazioni del nuovo centrocampista gialloblù, rilasciate durante la conferenza stampa di presentazione.
LA TRATTATIVA CON IL VERONA E SOGLIANO "Non mi aspettavo che Sogliano venisse a guardare la sfida tra Bragantino e San Paolo. In quel match ho giocato davvero bene, a sorpresa abbiamo vinto noi. Poi, c’è stato un contatto tra il mio procuratore e il direttore del Verona, che si sono parlati per valutare i presupposti della trattativa. Il giorno dopo, il mio agente mi ha chiamato, dicendomi che Sogliano mi aveva visionato. E gli ero piaciuto. La prima volta in cui io e Sean ci siamo confrontati è stato in Italia, mi ha subito detto che sarei rimasto a Verona. Il direttore mi ha convinto immediatamente. E’ stata un’operazione positiva anche per l’immagine del Bragantino. Per me è un piacere essere qui".
VERONA GRANDE POSSIBILITA' "Credevo di restare alla Fiorentina, avevo disputato una buona stagione quell’anno. Non è andata così, non conosco i motivi della scelta. Evidentemente i direttori di Juventude e Fiorentina non hanno raggiunto un accordo. Speravo di tornare in Italia prima o poi, alla fine è successo. Non capita spesso di poter avere una seconda possibilità. Ora, lotterò con tutto me stesso per cercare di non farmela sfuggire. Conoscere già il paese e le sue tradizioni è sicuramente un vantaggio. Per me è una motivazione in più, non un peso. Credo che grazie al lavoro quotidiano io possa dimostrare il mio valore. E’ un grande piacere essere qui, come aver giocato con la Fiorentina. Ho la testa al presente, devo lottare per questa maglia e questi colori. Voglio dimostrare tutto qui, darò il massimo per mettere in luce il mio valore e crescere. Molti tifosi allo stadio? Sono uno stimolo, speriamo di fare una grande stagione anche per loro. Voglio dimostrare il mio valore alle tante persone che non mi conoscono. Piano piano posso farlo, credo di poter mettere in evidenza le mie qualità, e dove posso arrivare. Io titolare? E’ difficile dirlo, valuterà l’allenatore. Io devo pensare a lavorare per crescere e migliorare".
UNA ROSA CON TANTI CAMPIONI "Posso solo imparare da giocatori di questa importanza, già consacrati nel mondo del calcio. Calciatori come Toni, Marquez e Saviola hanno un bagaglio importante, dovrò cercare di seguire il loro esempio. E’ quella la strada giusta. Solo così potrò migliorare".
JORGINHO, UNO STIMOLO IN PIU' "Lo conosco, l’ho visto giocare qualche partita. Il mio ruolo come il suo? Io gioco davanti alla difesa, ma anche interno o trequartista. Non c’è nessun problema. Io e lui abbiamo caratteristiche simili, è vero. Jorginho è diventato un grande giocatore, io devo ancora dimostrare tutto. Spero di farlo, piano piano, un po’ come ha fatto lui".
IL PASSATO ALLA FIORENTINA, POI IN BRASILE "Nel 2011 ho svolto un provino con la Fiorentina, due amichevoli molto positive in cui ho segnato anche una doppietta. Il club mi ha preso subito, Corvino mi ha voluto. Il direttore è una brava persona, purtroppo però al termine di quella stagione non ha continuato il suo percorso ed io non sono rimasto in Italia. E’ stata un’esperienza abbastanza buona ma ora devo guardare al mio presente, al Verona. Questa è un’opportunità importante. Perché la B in Brasile? Mi ha frenato molto anche un infortunio al ginocchio, non ho avuto occasione di giocare. Poi mi ha notato il Bragantino e sono andato lì. Piano piano sono tornato in forma e disputato buone partite. Ora, penso e spero di poter dimostrare il mio stile di gioco qui".
PIRLO, IL MODELLO DA SEGUIRE "Ho tanti esempi brasiliani, Jorginho è uno di quelli. Però mi piace molto lo stile di gioco di Andrea Pirlo. Lui è diventato un campione anche grazie alla sua testa, è una brava persona. Un professionista. M’ispiro a lui".
LE MIE ORIGINI ITALIANE "Il papà di mio nonno è veneto, io ho passaporto italiano. Quando sono nato avevo un cognome italiano, senza l’h finale. Poi in Brasile me l’hanno cambiato".
IL MIO RUOLO IN CAMPO "Quando sono arrivato a Firenze ero centrocampista. Poi, dopo il provino e i due gol l’allenatore mi ha spostato più avanti, da trequartista, sperando segnassi di più e facessi assist. Una volta tornato in Brasile ho giocato nuovamente come centrocampista vero e proprio, il ruolo che preferisco".
fonte Hellas Verona FC

