Divignano, è già al via la nuova stagione

Ricomincia da un incontro globale la nuova stagione del Divignano. Un incontro dove i reduci della rosa della scorsa stagione avrebbero potuto conoscere il nuovo tecnico, Simone Squeo, assente per sopraggiunti impegni lavorativi ma in cui hanno avuto modo di confrontarsi con Clementino Tosi, chiamato ad essere il nuovo Direttore sportivo della compagine del presidente Fermanelli.
Proprio la figura di Tosi è quella che più incuriosisce nel nuovo corso ticinese: per molte settimane dato in predicato di sostituire il tecnico uscente Urrico sulla panchina gialloblu, Tosi ha invece sorpreso tutti scegliendo una terza strada per riciclarsi in un ruolo diverso da quello ricoperto negli ultimi vent'anni, un ruolo che gli potesse dare quegli stimoli che sono invece venuti meno nell'ultima stagione quando, dopo aver vinto il campionato di Seconda categoria con la Maranese ha accettato di guidare la juniores del Briga con la speranza, vanificata dalla promozione di Ramazzotti, di prendere in mano la società del presidente Ottone una volta terminata la parabola di Rampi. "Ricercavo proprio nuovi stimoli in questa stagione e anche un'opportunità importante; sono contento di aver trovato entrambe a Divignano dove il presidente Fermanelli, amico di vecchia data, mi ha chiesto una mano per portare avanti la società. Ho scelto questa strada per fare delle cose diverse rispetto a quelle fatte negli ultimi vent'anni: non so se sarò bravo o meno, so per certo che farò degli errori ma spero di farne il meno possibile".
Il neo Ds allontana però la possibilità di essere stato contattato dal Divignano anche per il ruolo di allenatore: "In sincerità ho avuto proposte di altre società per allenare ma non dal Divignano. Sono stato contattato dal presidente solamente a giugno, anche se il mio nome circola associato a questa squadra da molto prima, ma l'idea iniziale è stata fin da subito quella di intervenire non a livello di campo ma dal punto di vista gestionale ed è stata questa la molla che mi ha portato a scegliere questa nuova avventura rispetto alle altre. La voglia di fare l'allenatore certamente non mi è passata ma alcune situazioni vissute nelle ultime stagioni mi hanno fatto pensare che forse sarebbe stato interessante anche provare a fare qualcosa di diverso".
Gli obiettivi che si pone la società sono chiari e partono dalla volontà di fare meglio della scorsa stagione quando la squadra gialloblu ha centrato i playoff non esprimendo però tutte le proprie potenzialità nei confronti diretti che mettevano in palio la promozione in Prima categoria. Una promozione che quest'anno la società vuole porre al centro dei suoi pensieri: "Non posso esprimere un giudizio - declina Tosi - su ciò che è stato nella scorsa stagione perché sinceramente ho seguito poco il campionato di Seconda categoria; guardando i numeri però il Divignano che ha centrato i playoff per migliorarsi deve necessariamente puntare ad una posizione di classifica che, se non porta alla vittoria, quanto meno ti permetta di rigiocare i playoff da una posizione di vantaggio. Noi non ci nasconderemo, cercheremo di trovare sul mercato i giocatori che ci mancano per costruire una squadra competitiva per i massimi livelli e a giugno dell'anno prossimo tireremo le somme su ciò che è stato facendo il punto della situazione".
La prima scelta da Direttore sportivo Tosi l'ha già compiuto, affidando la guida tecnica della squadra a Simone Squeo, un allenatore che il neo ds ha avuto modo di incontrare spesse volte da avversario sul campo: "Mi sono ricordato di Squeo quando allenavo due anni fa la Maranese e l'ho incrociato da allenatore del Cameri; ricordo una squadra con delle regole e delle logiche ben definite, che mi sono state confermato quando ho parlato a tu per tu con la persona scoprendo motivazioni che si sposano con le mie; credo che quella di Squeo sia la soluzione più giusta in questo momento per questa squadra, anche perché dobbiamo necessariamente dare un'impronta nuova. C'era necessità di stilare un organigramma che desse a tutti dei compiti ben precisi e siamo partiti da questo, inserendo nel gruppo anche un preparatore dei portiere che risponde al nome di Marco Faccin. Tanti mi chiedono quanto sarà difficile per me, che ho sempre vissuto dall'altra parte della barricata, estraniarmi dal lavoro di campo per guardare al gruppo di lavoro da una prospettiva diversa: onestamente a questa domanda non so rispondere ora, per me è tutto nuovo e l'idea in questo momento mi piace da matti; vedremo durante le prime domeniche, quando mi troverò in tribuna ad osservare la squadra da fuori quali saranno le mie reazioni. Quello che è certo e che ho comunicato sia alla presidenza che all'allenatore e anche ai giocatori è che non voglio interferire per nessuna ragione al mondo con il lavoro dell'allenatore: se lui mi chiederà un confronto sarò disponibile a dare una mia opinione o un giudizio particolare ma non sarò mai io ad uscire dal ruolo che mi sono scelto per questa avventura".
