Davide Capello, una scelta di vita

Davide Capello ha fatto una scelta che da alcuni potrebbe essere definita coraggiosa, altri avrebbero scelto di non cambiare, lui no. Ha lasciato il calcio professionistico ed è diventato un vigile del fuoco. A soli 19 anni il portiere nuorese ha esordito in serie B con la maglia del Cagliari, era il Cagliari di Gianfranco Zola e David Suazo, per poi continuare la sua carriera in diverse società e in diverse categorie. Olbia, Alghero, Budoni, Nuorese tra le altre fino ad arrivare al Novara di Ninni Corda, anche lui nuorese. A Novara il nostro Davide ha svolto il doppio ruolo di allenatore dei portieri e giocatore, questo fino a dicembre quando, dopo il suo esordio ha ricevuto la chiamata nei vigili del fuoco...Gli abbiamo chiesto la sua disponibilità a raccontarci i retroscena di questa scelta e lui ha accetato con grande entusiasmo.
Davide, come mai la scelta di abbandonare il calcio professionistico? Per te è stata una decisione difficile o avevi già in mente da tempo di cambiare vita?
Ho abbandonato il calcio professionistico a dicembre dello scorso anno, la decisione è maturata proprio in questo mese in quanto ho avuto la chiamata dai Vigili del fuoco. Nel 2008 avevo partecipato al concorso per entrare nei vigili del fuoco perché comunque è un lavoro che mi ha sempre affascinato! Diciamo che non pensavo,prima che mi arrivasse la chiamata, di abbandonare il calcio. É stata una scelta che mi ha messo a dura prova ma ho preso la decisione giusta e sono fiero ora di appartenere al corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, un lavoro che ti fa stare a contatto con la gente e ti appaga quando riesci ad aiutare una persona in difficoltà. Inoltre la carriera da calciatore non è eterna e quindi era giusto valutare tutte le cose. Dispiace ma dall'altra mi inorgoglisce il fatto di aver lasciato quando ancora stavo benissimo ma almeno posso dire di aver scelto io quando smettere e non esserne stato costretto.
Cosa ti manca del calcio e cosa no?
Col calcio mi sono levato parecchie soddisfazioni e capito parecchie cose della vita. Il calcio , ma lo sport in generale fatto in maniera seria ti insegna stare in mezzo alla gente, rispettare le regole e le persone e soprattutto ti fa crescere e ti apre la mente! Del calcio mi manca tutto, purtroppo questa è la parte negativa della mia scelta, mi manca il fatto di stare dentro uno spogliatoio, di vivere i momenti importanti come una partita decisiva con i compagni, l' adrenalina pre gara e la soddisfazione di aver aiutato la squadra a vincere.Poi il fatto di allenarti tutti i giorni...Solo dopo che lasci capisci quanto sei fortunato, se hai avuto la fortuna di farlo come lavoro come ho fatto io fino a poco tempo fa, di aver realizzato il tuo sogno ma soprattutto il sogno di milioni di bambini!!!
Credi in qualche modo che rientrerai nell'ambito calcistico, magari un giorno come allenatore o dirigente?
Penso che nel calcio rientrerò prestissimo, ora ho intenzione di giocare, anche se non più a livello professionistico,in qualche squadra, devo trovare solo il tempo di stabilizzarmi un po' con il lavoro, perché ora svolgo, da circa una settimana, servizio al comando di Savona. Tra l'altro Savona é stata proprio la mia ultima squadra. In futuro mi piacerebbe allenare!!!
Facciamo un grosso salto indietro... raccontaci il tuo esordio con il Cagliari.
Il mio esordio a Cagliari è stato emozionante, avevo compiuto da poco 19 anni ed era la mia prima esperienza da professionista, in più nella squadra della mia terra. Quell'anno inoltre vincemmo anche il campionato, inoltre posso dire di aver avuto la fortuna di giocare con un campione e un idolo per noi sardi come Gianfranco Zola. Esperienza quella nel Cagliari che mi ha permesso di accedere anche alle nazionali Under 19 e Under 21 b,disputando pure i giochi del mediterraneo, competizione importantissima.
La tua ultima partita giocata? che emozioni hai provato?
La mia ultima partita è stata a dicembre 2013 a Savona coincisa con il mio esordio in Lega pro prima divisione!!! ( a parte la serie A ho avuto la fortuna di giocare in tutte le categorie dalla D alla B). Innanzitutto devo ringraziare Mister Corda che mi ha dato la possibilità di andare a Savona e di avermi fatto esordire, sostituendo un portiere fortissimo come Simone Aresti ora in serie B a Pescara. Nell'ultimo anno avevo il doppio ruolo di giocatore e allenatore dei portieri! Quando ho giocato, contro il Sud Tirol, ho provato una sensazione speciale e strana allo stesso tempo. Il fatto di essere anche allenatore dei portieri e giocare penso che non sia una cosa comune a molti. Inoltre la partita andò benissimo, vincemmo tre a uno e disputai una partita eccezionale , tanto che finii nella top undici del girone ricevendo parecchi complimenti. Purtroppo la vita poi ti pone davanti a delle scelte nei momenti che meno te l'aspetti, infatti la settimana dopo ho ricevuto la chiamata nei Vigili del fuoco e mi sono trovato a prendere una decisione difficile, ma di cui oggi vado fiero!!!
Una scelta coraggiosa e sicuramente non la più facile quella di Davide...
