Novara-Empoli 1-1, De Salvo: "Rientri importanti, risultato giusto"

Il primo a presentarsi in sala stampa di fronte ai giornalisti al termine di Novara-Empoli è il presidente azzurro Massimo De Salvo: "Il pareggio direi che è un risultato giusto anche se stavamo per assaporare un esito diverso, ma alla fine il risultato è giusto rispetto a quel che si è visto sul campo anche se, ripeto, stavamo facendo la bocca alla posta piena contro una squadra forte. Avevamo di fronte anche il capocannoniere del campionato e gli abbiamo concesso poco. Giocare sapendo che in casa si sta perdendo molto non è facile".
Chiediamo al presidente se il rientro di giocatori importanti come Maniero, Dickmann e Casarini stia aiutando il Novara a trovare la sua fisionomia: "In questo campionato riavere questi giocatori che hai elencato è importante non solo per il loro nome ma per le caratteristiche e per il modo di vivere i momenti della gara. Anche solo considerando le possibili rotazioni, visto che chi ha giocato finora ha comunque fatto bene e non va dimenticato. Provate a togliere 3-4 giocatori fondamentali ad ogni squadra di B, che campionato avrebbero fatto?".
Su Da Cruz, il sistema calcio ed il settore giovanile azzurro: "Se mi aspettavo un Da Cruz cosi forte quest'estate? Il direttore è un uomo che sa di calcio. Spesso arrivano giocatori che hanno magari molte qualità ma nel contesto non riescono ad esprimerle. Che il ragazzo si ambientasse esprimendo subito questo tipo di qualità non me lo aspettavo. E' del '97, ha grandi potenzialità ma ha molto da migliorare. Prendo ad esempio Caputo, che ha 30 anni ma lo vedo migliorare ohni anno. I nostri giovani fanno bene e faranno bene. Vedere Faragò fare bene in serie A, vedere il percorso di Bruno Fernandes ci rende orgogliosi. Dobbiamo avere il coraggio di vivere al di fuori dall'emergenza, in questo paese si fanno sempre le cose sull'onda dell'emergenza. Abbiamo perso i mondiali, dobbiamo ricostruire il sistema passo passo, facendo scelte strutturali e cambiando le regole del mercato italiano, incentivando le squadre di A a spingere per l'utilizzo di giocatori delle serie inferiori, vedendo ad esempio la regola delle fideiussioni, che differenzia acquisti in Italia con acquisti dell'estero. La riforma del calcio non è un risultato, è la base per arrivare ad un risultato. Noi a Novara stiamo spingendo forte sui giovani, vogliamo lavorare soprattutto dove il nostro sistema è carente, sui portieri ad esempio. Bisogna lavorare sulle caratteristiche degli italiani. Noi siamo latini, non possiamo sviluppare solo la forza, poi troviamo gli svedesi e sono più forti di noi. Dobbiamo lavorare sulla qualità, sulla tecnica e noi puntiamo a questo".
