Tachtsidis: "Mai andato via da Verona"
Da Racines parla un altro dei nuovi arrivi in casa gialloblù; Panagiotis Tachtsidis. Centrocampista centrale dal fisico imponente, dotato di buona tecnica, viene utilizzato agli inizi della sua carriera come trequartista, ma trova la sua posizione ideale come mediano davanti alla difesa in un centrocampo a tre. È in effetti un giocatore molto duttile, sapendo coniugare la fase difensiva a quella di costruzione, grazie alla sua ottima visione di gioco, senza disdegnare interessanti capacità di inserimento. La sua struttura fisica lo porta inoltre ad essere particolarmente abile nel gioco aereo e nei contrasti. Aveva già indossato la maglia gialloblù nella stagione 2011-2012, e dal 18 luglio è ritornato all'Hellas a titolo temporaneo con diritto di riscatto. Ecco le sue dichiarazioni riportate da hellasverona.it subito dopo la presentazione alla stampa.
VERONA, SONO SEMPRE STATO QUI "Non me ne sono mai andato da Verona. Qui c'è sempre stato il mio cuore e il mio pensiero. Dopo l'esperienza trascorsa a Roma volevo tornare solo a Verona. Questa squadra mi ha dato tanto, cose che non ho mai trovato da nessuna parte. Non solo ho un grande rapporto con Mandorlini, ma anche compagni, società e tifoseria sono stati importanti per me. Anche l'anno scorso dovevo venire a Verona, ma qualcosa non è andato ed io ho pensato solo a concludere la stagione. La partita contro il Rubin? Era la prima gara per me, venivo da due allenamenti e posso dare ancora di più. Conosco comunque i meccanismi di Andrea Mandorlini, so cosa vogliono i miei compagni. A che punto siamo nella preparazione? Stiamo lavorando bene e tanto, spero di arrivare al livello del resto della squadra, ma dobbiamo migliorare ancora. Sceglierò il numero 77. L'ho indossato qui a Verona e mi ha cambiato la vita. Questa città mi piace tantissimo ed ho comprato casa a Peschiera".
A ROMA CON ZEMAN "Cosa non è andato a Roma? E' successo quello che è succeso, è stata comunque una grande esperienza, ho passato un bell'anno e ora sono qui, penso solo al Verona. E' stata una stagione che mi è servita tantissimo, vicino a grandi campioni come Totti o De Rossi. Ho cercato sempre di dare il massimo, senza ascoltare le voci esterne, e lavorare solo per me e per la squadra. Il rapporto con Zeman? Lui mi ha aiutato tantissimo, mi ha dato fiducia. Mi ha aiutato molto a migliorare la fase offensiva, con frequenti verticalizzazioni. Inoltre lui vuole che si attacchi subito la palla".
PRIMA LA SQUADRA, POI TACHTSIDIS "Prima viene la squadra, poi penso a dove posso arrivare io. Quello che riguarda Tachtsidis passa in secondo piano rispetto agli obiettivi del gruppo".
L'ACCOGLIENZA DI MANDORLINI "Mi ha accolto bene, dicendomi che era ora che arrivassi. Mi ha detto anche che devo giocare, perché sono due anni che non scendo in campo (ride, ndr). Devo però lavorare, ed io sono pronto a fare il massimo".
TAPPE A CATANIA E A TORINO "A Catania siamo stati sfortunati, ci sono stati troppi infortuni. Poi, quando sei ultimo in classifica, non è mai facile uscire da certe situazioni. Il Torino? Sono arrivato in una squadra che stava bene, ho lavorato ed aspettato il mio turno, era difficile cambiare un meccanismo difficilmente migliorabile".
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