Il Bomber del Mese Vergadoro: "Al top con l'Arona" - I AM CALCIO ITALIA

Il Bomber del Mese Vergadoro: "Al top con l'Arona"

Lo sponsor premia Vergadoro
Lo sponsor premia Vergadoro
NovaraEccellenza Girone A

Abbiamo incontrato presso "La mia Hosteriadi Fontaneto d'Agogna, nostro partner ufficiale del "Bomber del Mese" per l'edizione 2017/18, il puntero dell'Arona Giovanni Vergadoro. L'attaccante è il primo vincitore stagionale del nostro trofeo; durante la chiacchierata con lui abbiamo scoperto un ragazzo genuino, alla mano, conscio di stare attraversando probabilmente il suo momento migliore in carriera. Ecco le risposte del giocatore alle nostre domande:

Giovanni, complimenti per il premio. Sei al tuo primo "Bomber", che rappresenta anche il primo trofeo per un giocatore dell'Arona. Hai dediche speciali da fare per l'occasione?

"Una dedica speciale la faccio a squadra, mister, staff e società perché senza queste componenti non potrei essere qui a godermi questo premio, un'altra la dedico a me stesso per il lavoro che ho fatto".

Siete partiti alla grande con 10 punti su 12 disponibili, poi sono arrivate due sconfitte. Qual è la giusta dimensione dell'Arona in questo campionato di Eccellenza nel quale siete comunque una matricola?

"Come giustamente hai detto noi siamo una matricola, e da questo dobbiamo partire. In campo noi ci stiamo rendendo conto che il campionato è equilibrato quindi al di là di qualche squadra di vertice, noi la domenica sappiamo che se entriamo in campo con la voglia di metterci il cuore e sacrificarci al 100% per vincere o portare almeno a casa qualcosa, lo possiamo fare con tutte, ce la possiamo giocare. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di salvarsi il prima possibile. Vero che siamo partiti benissimo, ma ad oggi facciamo i conti con due sconfitte di fila. La nostra situazione non è ancora ben definita".

Hai 27 anni ma finora non hai mai avuto la continuità in zona gol che hai trovato con la maglia dell'Arona. Sei cresciuto a livello personale come giocatore o in questo club hai trovato l'ambiente ideale per esplodere?

"Sicuramente l'ambiente è importante, perché per un attaccante conta tanto trovarsi mentalmente a posto, in una situazione in cui si possa trovare a suo agio. L'età è un altro aspetto importante, oggi vedo il calcio in maniera diversa. Ho acquisito maturità ed esperienza, da ragazzino in Lombardia sono anche stato fermo degli anni. Affronto questo sport con più costanza e consapevolezza. Sia del calcio in sé stesso che nei miei mezzi personali".  

A proposito della Lombardia a cui accennavi: hai giocato in diverse squadre anche del varesino. Trovi differenze fra i due contesti o il livello puoi considerarlo simile?

"Il calcio credo sia uguale in tutto il mondo, differenze ne ho viste poche. Effettivamente, se però torno indietro a più di cinque anni fa, probabilmente il livello calcistico nel lombardo era un pelino più alto, ma negli ultimi anni il Piemonte sia a livello societario che di gioco vero e proprio ha secondo me recuperato il gap e ha superato la Lombardia di gran lunga".

Che cosa ti porti dentro del campionato vinto l'anno scorso in Promozione, quali emozioni riaffiorano alla tua mente?

"Riaffiora il percorso fatto durante la stagione, non ci aspettavamo assolutamente di vincere il campionato. Abbiamo preso consapevolezza partita per partita perché in campo come squadra percepivamo l'affiatamento, la voglia di fare una corsa in più per l'altro e questo, assieme ai risultati che arrivavano, ha fatto la differenza. Siamo rimasti compatti fino alla fine e la cosa più bella è stato avere la certezza di avercela fatta, festeggiare assieme ai compagni pensando a tutti gli sforzi fatti insieme, e sapere che da quel giorno qualcosa ti legherà sempre a loro".

E' stato il tuo primo trionfo in un campionato?

"No, avevo già vinto un campionato di Promozione in Lombardia a 16 anni. Arrivavo da una Terza categoria, avevo da poco iniziato a giocare a calcio. Mi sono accostato a questo sport molto tardi rispetto al solito, non ho fatto la scuola calcio. Sono passato dalla juniores alla prima squadra a metà stagione vincendo il campionato di Terza. Da lì alla Sommese in Promozione. Mister Rovellini mi ha fatto giocare e ho fatto 15 gol".

Uno score invidiabile... Torniamo alla scorsa stagione. Ne sono successe tante, compreso il cambio di allenatore. Dicevi che siete rimasti uniti per tutto l'anno, ma all'interno dello spogliatoio non siete stati scalfiti dal passaggio fra Rampi e Ferrero?

"Ti dico la verità, all'interno dello spogliatoio si è sentito nel momento in cui abbiamo fatto una decina di giorni senza allenatore. Mi ricordo che in quel periodo è arrivato un pareggio ma nell'ambiente c'era tensione perché noi giocatori avevamo voglia di riscatto, non ci bastava la salvezza e volevamo smentire alcune voci che circolavano in giro. Senza una guida sapevamo che ci saremmo trovati davanti a difficoltà sempre maggiori. Rampi è un ottimo allenatore, ma Ferrero ha saputo entrare all'interno di un gruppo già formato e di una squadra già coesa con grandissima intelligenza. Pian pianino, senza distruggere è entrato in sintonia e per certi versi è riuscito anche a migliorare una situazione già molto buona".

E per quanto riguarda quanto successo quest'anno? Fortis che lascia in maniera un po' rocambolesca, Soncini che doveva venire e non è venuto, i giocatori argentini che dovevano arrivare ma al momento non c'è ancora nessuno. A livello di squadra non ne avete per niente risentito, siete partiti benissimo...

"A livello di gruppo assolutamente no: tre quarti della squadra è nuova, quindi non conoscevano il direttore Fortis, per loro cambia poco e nulla. Personalmente invece posso dirvi che Fortis è una persona corretta, molto capace e per l'Arona -ma per qualsiasi squadra- fare a meno di un elemento del genere può essere una perdita non da poco. Noi giocatori abbiamo molti stimoli e vediamo che per ora il direttore sportivo e  tutte le persone che sono intorno alla squadra ci sono molto vicine. Conosciamo determinati limiti ma giorno per giorno andiamo avanti in una situazione abbastanza stabile e senza particolari problemi. Lasciami dire però che una componente fondamentale per noi è il pubblico. Ci è sempre stato vicino e ci dà grande supporto. Sento il loro calore nei miei confronti".

Torniamo alla stretta attualità. Domenica si gioca uno dei derby del Lago Maggiore. Vi aspetta lo Stresa, campo tutt'altro che semplice. Quante possibilità avete di imporvi?

"Sicuramente portiamo via i tre punti (ride, ndr)! E' un campo impegnativo, lo Stresa è da anni in Eccellenza, conosce bene la categoria e ha una società attrezzata con tanti nomi che hanno fatto la categoria. Sulla carta probabilmente sono avvantaggiati loro, ma sono convinto che ce la giocheremo e dando il massimo vedremo cosa potremo ottenere".

Abbiamo parlato del vostro ruolo, ma non dell'Eccellenza nel suo complesso. Chi credi possano essere le favorite?

"Ti dico la verità, non conosco benissimo le altre squadre, specialmente quelle non del nostro territorio. Posso dirti che delle squadre affrontate finora, mi ha impressionato il Piedimulera. Con loro abbiamo fatto tanta fatica, secondo me si risolleveranno e verranno fuori perché sono un'ottima squadra".

Hai saltato la gara col Verbania, una delle favorite. L'Arona è andato lì a fare una grande gara. Ha perso, ma meritando quantomeno il pareggio. Questo dà una misura della vostra squadra diversa dalla squadra da salvezza?

"Credo che ogni partita faccia storia a sé, è un'esperienza nuova. Utilizzo una frase fatta e ti dico che la palla è rotonda. Contano anche le condizioni dei vari giocatori durante la settimana, fra le altre cosa. Il Verbania ha dei valori, forse alcuni di loro ancora non sono al massimo ma sono convinto che nel corso delle settimane verranno fuori. Quella gara ci ha comunque dato consapevolezza di potercela giocare con tutti".

Pensi di avere delle chances di rivincere la classifica cannonieri dopo il trionfo della scorsa stagione? Chi sono i rivali più pericolosi?

"Spero di potermi ripetere, sia per la squadra che per me stesso, perché rappresenta una grande soddisfazione. Chi nel caso io faccia tanti gol possa essere un mio rivale, sinceramente è difficile da dire ora. So che Salzano ha sempre segnato molto, così come Cabrini. Jack Latta l'ho visto giocare a Varallo, anche lui vede molto la porta. Ora non vorrei citarne molti per poi magari dimenticarmi di qualcuno. Soprattutto poi i giocatori delle squadre non della zona le conosco meno. Non so, intanto mi piacerebbe segnarne molti..."

Un'ultima cosa. So che dovrete fare a meno per un periodo abbastanza lungo di Lipari, un giocatore che a livello tecnico dà molto. Avete in rosa armi per sopperire alla sua assenza o potrebbe essere un problema per voi?

"Il nostro allenatore è molto preparato ed era già al corrente di questo suo impegno all'estero: non ho dubbi che troverà la soluzione giusta per tappare i buchi e sistemare al meglio la squadra. Della sua assenza comunque risentiremo sia nello spogliatoio che in campo perché è un ottimo giocatore, uno che l'anno scorso ha fatto la differenza e anche quest'anno in Eccellenza si stava confermando. Quando tornerà saremo contenti, ma sono abbastanza tranquillo. Diciamo che il suo ritorno sarà un asso nella manica quando lo riavremo a disposizione"

 

Stefano Calabrese