Benevento. Non sempre "chi più spende, meno spende"

A leggere le classifiche di spesa della sessione di mercato appena chiusa e poi confrontandole con la classifica attuale della serie A qualcosa non torna.
Il Benevento si era piazzato al tredicesimo posto di questa speciale classifica redatta da Tranfertmarkt, sito specializzato proprio nel calciomercato, ed elaborata da "Il Sole 24 Ore". La società giallorossa ha speso per l'acquisto dei giocatori 16 milioni e 330 mila euro. Cifra agli antipodi di quanto speso dalle altre concorrenti alla salvezza come la Spal (3,3 milioni di euro), il Chievo (2,15 milioni), il Verona (1,8 milioni) e il Crotone (0,85 milioni di euro).
Qualcuno potrà obiettare che la società ha scelto la strada dell'acquisto dei cartellini dei calciatori invece che prenderli semplicemente in prestito (come fa ad esempio il Crotone). La risposta all'obiezione è che una scelta del genere presenta, ovviamente, dei rischi, specie per una neopromossa: in caso di salvezza "nulla questio", i giocatori resteranno a Benevento e probabilmente il loro rendimento aiuterà ad ammortizzare le spese sostenute. Viceversa, in caso di ritorno in B ci si ritroverebbero sul "groppone" un numero di calciatori con il valore del cartellino deprezzato dalla retrocessione ed ingaggi molto al di sopra degli standard della serie cadetta. Inoltre molti di loro potrebbero esprimere il legittimo desiderio di provare a giocarsi le proprie chanche in massima serie e a quel punto si rischierebbero dei "tira a molla" che potrebbero essere ancor più nocivi per le casse giallorosse.
Oltre all'aspetto economico, da valutare è anche quello tecnico. Chi ha acquistato il Benevento per oltre 16 milioni di euro? Dei nuovi arrivati, il solo Memushaj lo scorso anno ha giocato da titolare nel suo ex club, il Pescara, 38 gare, tra campionato e Coppa Italia; un campionato tra l'altro concluso con una amara retrocessione all'ultimo posto. Per il resto sono arrivati calciatori che nei loro club non erano considerati nè prime, nè seconde scelte, ma ultimi rincalzi. Il caso di Antei è lampante: due infortuni seri negli ultimi due anni; nei 4 anni in cui ha vestito la maglia del Sassuolo in serie A, la squadra neroverde è scesa in campo 152 volte mentre il centrale di difesa solo 50 volte (42 da titolare). Iemmello, colui che avrebbe dovuto segnare i gol pesanti per la permanenza in serie A, ha calcato i campi della massima serie solo 17 volte e solo 3 partendo da titolare con sole 5 reti all'attivo. Il calciatore più pagato del mercato del Benevento, Di Chiara, terzino prelevato dal Perugia e tra i peggiori in questo inizio stagione per rendimento, era alla prima stagione in serie B e quindi completamente a digiuno di serie A. Vogliamo poi ricordare i ringraziamenti dei tifosi dell'Empoli per aver portato via il difensore Costa, definito come uno tra i peggiori ad aver calcato il terreno del "Castellani" che, ci scuseranno i tifosi empolesi, non è esattamente il "Camp Nou" per tradizione calcistica?
Quindi, alla luce di quanto detto, possiamo concludere che "chi più spende, meno spende" non sempre si rivela essere una linea di pensiero valida altrimenti la classifica del campionato di serie A sarebbe già stata scritta alla chiusura del calciomercato e non ci sarebbe bisogno di attendere, invece, il fischio finale della 38a giornata di campionato.
