Bomber dei Bomber: Gabriele Boscaro - I AM CALCIO ITALIA

Bomber dei Bomber: Gabriele Boscaro

Boscaro
Boscaro
AlessandriaPromozione Girone D

Ritorna l'appuntamento con la rubrica "Bomber dei Bomber" esclusiva di Iam Calcio Alessandria. Facciamo un passo in avanti, spazio al campionato di Promozione dove quest'anno si sfideranno tre compagini della provincia. Arquatese, Savoia e Valenzana Mado. Non potevamo non partire con il bomber per eccellenza di questa categoria. Un girovago del nostro calcio che si è tolto stagione dopo stagione tante soddisfazioni e che adesso nella sua Valenza proverà a rivincere un altro campionato.

In gol già all'esordio in Coppa proprio contro il Savoia: Gabriele Boscaro.

1- Età? 31 anni.

2- Squadra in cui sei cresciuto? Sono cresciuto alla Fulvius Valenza dove mio padre faceva il mister prima di passare all’Alessandria Calcio dove ho fatto campionati regionali e nazionali.

3- Partita in cui hai debuttato nel calcio degli adulti? Ho un ricordo molto importante legato al mio esordio. Campionato di Serie C con la maglia del Casale Calcio a 18 ancora da compiere. Era un sfida di Coppa Italia Serie C proprio contro la Valenzana. In campionato invece ho dovuto aspettare qualche mese. Era novembre. Una ventina di minuti intensi a Belluno.

4- Sei Rimasto nella stessa squadra della passata stagione o hai cambiato aria? L’anno scorso è stata una stagione particolare. Dopo anni sono tornati in Eccellenza in una piazza a cui sono molto legato come Trino. Non siamo partiti nemmeno male. Purtroppo poi per motivi di lavoro le nostre strade si sono separate e ho concluso la stagione a Cassine. Ho firmato lì per un discorso principalmente di amicizia ma dopo un paio di mesi non siamo riusciti più a far conciliare le cose soprattutto per il lavoro. Probabilmente ci fossimo giocati qualcosina in più, anche solo un posto ai play-off, avrei alzato bandiera bianca con meno facilità. Ma è stata una scelta quasi obbligata.

5- Come ti senti a questo punto della preparazione? Abbiamo cominciato la preparazione il 21. Sto lavorando per rientrare al 100% per la prima giornata essendo comunque rimasto fermo per buona parte della passata stagione. L’obiettivo della società è sicuramente quello di far bene tenendo comunque un profilo basso. Ed è una cosa che condivido. L’esempio di qualche anno fa all’Asca ne è la dimostrazione. Ad agosto dovevamo ammazzare il campionato. Siamo partiti male, a dicembre eravamo lontani dalla vetta ed è stato cambiato anche l’allenatore. Ci siamo fatti un bagno di umiltà e a testa bassa abbiamo ripreso a macinare e alla fine sappiamo tutti come è andata.

6- Quanti gol farai quest’anno? E’ sempre una domanda particolare. Negli ultimi 5 anni se escludiamo l’anno scorso dove come ho detto ho giocato pochissimo, ho segnato 103 gol. La Promozione è la categoria che più mi rappresenta. Oggi non ti saprei dire un numero. Sicuramente un numero congruo per far raggiungere la Società agli obiettivi che si merita.

7- Se giocassimo al fantacalcio del tuo campionato, quali giocatori (uno per ruolo) compreresti alla tua squadra? Ho giocato con tanti bravi giocatori. In porta mi tengo sicuramente il mio Teti,  ma se dovessi dirtene altri ti direi Bodrito e Lisco. In difesa essendo inseriti in questo girone con tante torinesi ci sono davvero tanti nomi da dire. Mi voglio spendere a centrocampo e attacco dove ti dico senza dubbio Rizzo e Palazzo che sono due valori aggiunti per la nostra squadra, e sicuramente Magno “Freccia” e Giordano Bisesi che con me hanno giocato a Casale e ritagliano un posto speciale nei miei ricordi.

8- Qual è il ricordo più emozionante della tua carriera? l momento più emozionante è sicuramente quello dell’esordio in Serie C. Non vedevo l’ora di entrare. 

9- Il gol segnato più bello? Di gol belli non per fare il presuntuoso ma ne ho segnato qualcuno. Ma ti stupirò e ne voglio ricordare due, di quando ero bambino. Entrambi segnati con la maglia dell'Alessandria. Il primo stava piovendo tantissimo. Ad un certo punto ha smesso ed è uscito un arcobaleno meraviglioso. Avevo scartato un paio di difensori e poi avevo calciato forte da fuori area con la palla che è finita come un sasso sotto l’incrocio. L'altro gol fatto se non sbaglio era già in una partita dei nazionali. Il campo era quello della Don Bosco. Cross, girata dal limite dell'area e palla che finisce in rete.

10- Il difensore più forte contro cui hai mai giocato? Te ne direi quattro: ai tempi del Casale sicuramente Grancitelli e Coletto. Fortissimi. Mentre ad Acqui capitan Commisso e anche Roveta.

11- Cosa fai nel tuo tempo libero? Tempo libero ne ho davvero poco. Quando ne ho, viaggio. Ho avuto la fortuna di vivere per sei mesi in Centro America. Bellissima esperienza. Poi l’anno scorso sono stato in Asia. Laos, Cambogia e Vietnam. Quando il tempo me lo permette mi piace davvero tanto girare. 

12- Squadra del cuore? Sono un cuore rossonero. Milan. Nell’ultima finale vinta, quella di Atene con il Liverpool, ero in Piazza Duomo a far baldoria. 

13- L’allenatore con cui sei più legato? Per quanto riguarda l’allenatore ne ho avuti tanti di bravi. Quello a cui sono legato più di tutti è Davide Gamba. E’ stato capace a tirar fuori il meglio di me. In queste categorie si fa fatica ad avere un rapporto con l’allenatore. Io invece con lui sono riuscito a creare sia un rapporto professionale che di amicizia.

14- Hai già pensato quando smetterai di giocare a calcio? Resterai ancora collegato a questo mondo? Quando smetterò sarò sicuramente più triste e vuoto perché il calcio è la passione della mia vita. Ne risentirei molto, per tanto tanto tempo. Mi piacerebbe restare in qualche modo collegato. Anche allenare non mi dispiacerebbe farlo ma preferirei con i più giovani. Proprio i bimbi. 

15- E per concludere una domanda uno po’ atipica. Sicuramente ne avrai uno nel cassetto: ogni bomber ha un gol dei sogni che si immagina ogni notte prima di andare a dormire. Raccontaci il gol che hai sempre sognato di fare. Con tanto di esultanza speciale… Tutti i miei gol sono stati emozionanti. Mi emoziono a far gol a calciobalilla, figuriamoci quelli della domenica o peggio ancora quello dei sogni. Se proprio dobbiamo esagerare ti direi che mi piacerebbe farne uno alla Pippo Inzaghi. Un tap-in da zero metri. Però sarebbe bella anche una cavalcata partendo da centrocampo lasciando sul posto più avversari. L'importante è che sia decisivo. Che sia una partita di Champions League o un match di cartello di Serie A è indifferente.

Michele Rossi